Il 65% degli utenti perde i dati, 5 consigli degli esperti

Il 65% degli utenti perde i dati, 5 consigli degli esperti
9 luglio 2019

Il 65% degli utenti hanno subito una perdita di dati. Un dato in crescita del 30% rispetto al 2018, secondo quanto rilevato dall’azienda specializzata in protezione informatica Acronis. Ecco quindi cinque raccomandazioni per salvaguardare i dati e aiutare gli utenti a contrastare i rischi legati alle abitudini d’uso, come lo smartphone che cade in piscina e delle minacce in agguato online. Per prima cosa, disporre di una copia locale del backup: quando si verifica una perdita di dati, è indispensabile innanzitutto un modo rapido e affidabile per ritrovarli, esattamente ciò che offre un backup locale.

Copiare i file su dischi rigidi, unità flash Usb, unità esterne, nastro o altri dispositivi connessi a sistemi autonomi o a una rete locale o Wan significa avere a disposizione subito e con facilità ciò che serve per ripristinare qualsiasi file, app o sistema. Poi, è consigliato un backup nel cloud, perché offre quella ridondanza che protegge i dati anche in caso di incendio, alluvione, attacco malware esteso all’intera rete o altre minacce che possono distruggere sia i file originali che i backup locali. In più, i backup nel cloud non isolano soltanto i dati dalle minacce locali ma abilitano l’accesso ai file da qualsiasi luogo. Terzo, difendere i dati dal malware: disporre di un backup consente il ripristino del sistema da un attacco ransomware, evitando di dover pagare il riscatto richiesto dai criminali. Oggi però gli hacker prendono di mira proprio i file di backup, per impedire alle loro vittime di bypassare gli attacchi.

Altro consiglio, garantire l’autenticità dei dati, poiché la manomissione dei dati è la nuova minaccia in crescita. Di conseguenza è fondamentale che i documenti, file e backup siano protetti dalle modifiche non autorizzate. Infine, non va dimenticato che la complessità degli attacchi online è in vertiginoso aumento. Windows Defender, l’antivirus integrato nelle soluzioni Microsoft, offre una protezione convenzionale basata sulle firme, che in alcuni casi tuttavia non riconosce gli attacchi di tipo zero-day. Ed è qui che interviene l’innovativa tecnologia antiransomware di Acronis, basata sull’intelligenza artificiale e capace di bloccare anche questo tipo di minaccia. L’esecuzione combinata delle due soluzioni offre quindi una protezione a 360 gradi, anche contro malware mai registrati prima.

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