Ad ArcelorMittal: senza immunità fra due mesi chiudiamo l’Ilva di Taranto. Scontro con governo

Ad ArcelorMittal: senza immunità fra due mesi chiudiamo l’Ilva di Taranto. Scontro con governo
27 giugno 2019

Alta tensione tra il governo e ArcelorMittal. Se il prossimo 6 settembre verrà rimossa, come prevede una nuova disposizione del “decreto Crescita”, l’immunità penale che ha finora coperto gli amministratori dell’ex Ilva, l’acciaieria di Taranto ora gestita da ArcelorMittal, non ci sarà altra scelta che chiudere gli impianti. Lo ha ribadito a Bruxelles l’Amministratore delegato di ArcelorMittal Europa, Geert Van Poelvoorde, a margine di una conferenza di Eurofer, di cui è presidente. L’avvertimento era già stato lanciato da ArcelorMittal con un articolo pubblicato il 20 giugno sul sito della federazione europea del commercio di acciaio e metalli Eurometal. E come è noto, il gruppo ha avviato la Cig dal primo luglio per 1395 dipendenti, con una durata di 13 settimane.

Il Mise ha fatto filtrare la sua irritazione condannando quello che fonti del ministero hanno definito “un atteggiamento irresponsabile”. “Vogliamo trovare una soluzione assieme ad Arcelor Mittal” perche’ “l’avvio della Cig per i lavoratori dell’Ilva tramite comunicato stampa e’ un atteggiamento irresponsabile che mina l’equilibrio sociale del territorio di Taranto”, hanno spiegato le stesse fonti. Forte “preoccupazione” e’ stata espressa dal sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, il quale ha auspicato che il Governo agisca in fretta per mettere in sicurezza la vicenda”. Il vicepremier Matteo Salvini, da parte sua, ha sottolineato che “con 15 mila posti di lavoro non si scherza” e ha affermato che avrebbe mantenuto “le garanzie legali” per i manager perche’ “non si puo’ cambiare un contratto in corso d’opera”. Una chiara frecciata alla scelta M5s di eliminare le immunita’.

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Van Poelvoerde dal canto suo, ha spiegato che senza l’immunità i manager di ArcelorMittal potrebbero essere perseguiti per il non rispetto delle norme ambientali negli impianti dell’ex Ilva, dovuto all’inadempienza delle passate gestioni , proprio mentre stanno attuando il piano che dovrà portare, a termine alla messa in conformità dello stabilimento con quelle norme. “Nel 2012 – ha ricordato l’Ad di ArcelorMittal Europa – l’impianto è stato posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria, ed è ancora sotto sequestro”. Durante le discussioni con i possibili acquirenti dell’ex Ilva, “il governo votò un provvedimento che diceva che se vuoi far funzionare un impianto che non rispetta le norme e devi investire, hai bisogno di una protezione giuridica contro le azioni penali”.

“Questa cosiddetta immunità penale”, che significa “dare un tempo all’operatore per attuare il suo piano senza poter essere incriminato”, è “logica, perché altrimenti, se l’autorità giudiziaria riceve una denuncia per inadempienza delle norme (ambientali, in questo caso ndr), deve applicare la legge, e procedere all’incriminazione”, ha spiegato l’Ad. Questa immunità penale “è parte del contratto”, ha continuato van Poelvoorde, ricordando che con la copertura dei parchi minerali dello stabilimento di Taranto “abbiamo fatto ciò che nessuno aveva fatto, abbiamo portato tutta la nostra tecnologia e il nostro staff, stiamo facendo un grandissimo lavoro. Stiamo attuando il nostro piano secondo il programma”.

“Il contratto – ha precisato ancora l’Ad – prevede che man mano che procederemo con l’attuazione degli investimenti la protezione giuridica automaticamente verrà meno. Fra l’altro, la ragione per cui non siamo proprietari, ma affittuari dell’impianto, è dovuta al fatto che non si può vendere un impianto sotto sequestro”. E “non si può far funzionare un impianto sotto sequestro senza avere una protezione giuridica contro la responsabilità penale”. Ma “ora, con nostra sorpresa, il governo ci ha detto che vuole rimuovere l’immunità”, e “ha votato questa legge alla Camera” ha lamentato van Poelvoorde, secondo cui la spiegazione del governo è di voler anticipare una sentenza attesa per ottobre, e probabilmente avversa alla protezione giuridica.

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“Il governo – ha riferito l’Ad – sta dicendo che a ottobre c’è una sentenza in appello su questa legge, e che la Corte potrebbe decidere che l’immunità è illegale. Noi chiediamo: ma perché non lasciate la Corte fare il suo lavoro senza interferire? Ma il governo la vede diversamente. Dice che si aspettano un pronunciamento della Corte, che vogliono neutralizzare prima, così non devono aspettare la sentenza. Insomma il problema ci sarebbe lo stesso, solo che lo anticipiamo di tre mesi”. “Che cosa succede ora? Il governo votando questa, ma allo stesso tempo ci dice che non vogliono che ce ne andiamo; vogliono che che andiamo avanti, che risolveranno il problema, anche se voteranno questa legge”, ha detto ancora Van Poelvoorde, e ha osservato: “Noi non siamo in conflitto col governo, non sappiamo perché sta facendo quello che fa, avranno le loro loro ragioni probabilmente, ma insistiamo nel dire che a queste condizioni noi non possiamo continuare a operare nell’impianto, né potrebbe farlo un altro gruppo”.

Critico anche il Pd che con Emanuele Fiano ha chiesto che il ministro Luigi Di Maio riferisca in aula alla Camera. Sul piede di guerra i sindacati con Fim, Fiom e Uilm che hanno scritto all’Ad Matthieu Jehl e al responsabile della Risorse Umane, Annalisa Pasquini, definendo “irresponsabile” l’atteggiamento dell’azienda chea loro dire mostra “la scarsa propensione al dialogo e soprattutto l’arroganza di chi vuole procedere con l’avvio della Cig senza un reale confronto di merito ed un approfondimento della fase di incertezza che vive lo stabilimento di Taranto”. Le tre sigle hanno invitato l’azienda “a sospendere quest’atto unilaterale in attesa di una verifica di merito con le organizzazioni sindacali che si dovranno incontrare il prossimo 1 luglio”.

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