Adesivi antisemiti, identificati tre ultras della Lazio. Minuto di riflessione sui campi di calcio

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24 ottobre 2017

Gli investigatori della Digos di polizia di Roma hanno identificato tre tifosi della Lazio in relazione agli accertamenti sugli adesivi antisemiti trovati ieri allo stadio Olimpico, dopo il match Lazio-Cagliari. Le verifiche degli inquirenti sono seguite alla visione delle immagini delle telecamere interne. Al lavoro, oltre alla Digos, ci sono i poliziotti del commissariato Prati e della polizia scientifica. Non viene confermato che i tre soggetti abbiano in passato avuto segnalazioni mentre la Procura di Roma indaga per istigazione all’odio razziale. Intanto, non si placano le polemiche dopo l’iniziativa choc degli ultra’ laziali, che domenica hanno tappezzato la curva sud dell’Olimpico, che li ospitava dopo la squalifica della nord, di immagini antisemite, in cui spiccava il fotomontaggio di Anna Frank con la maglia della Roma. “Il volto e le pagine del diario di Anna Frank, la sua storia di sofferenza e di morte a opera della barbarie nazista, hanno commosso il mondo. Utilizzare la sua immagine come segno di insulto e di minaccia, oltre che disumano, e’ allarmante per il nostro Paese, contagiato, ottanta anni addietro, dall’ottusa crudelta’ dell’antisemitismo”, ha sottolineato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A lui il ministro Minniti ha assicurato “grande impegno per individuare i responsabili di un comportamento cosi’ ignobile affinche’ vengano perseguiti secondo la legge e vengano definitivamente esclusi dagli stadi”. Ferma anche la condanna del premier Paolo Gentiloni: “E’ successo qualcosa di incredibile, inaccettabile, da non minimizzare e da non sottovalutare. Non sottovalutiamo i rischi del diffondersi di tensioni nel nostro tessuto sociale”.

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In mattinata arriva anche la condanna della Cei, per bocca di mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone e presidente della Commissione dei vescovi italiani per l’ecumenismo e il dialogo: “Vergogna. E’ assurdo. Siamo al paradosso. Stiamo sottovalutando l’antisemitismo risorgente in diversi modi”. Una delegazione della Lazio composta dal presidente Claudio Lotito, alcuni membri dello staff tecnico e due calciatori, Felipe Anderson e Wallace, stamattina si e’ presentata davanti alla Sinagoga di Roma per deporre una corona di fiori. Lotito ha anche annunciato due iniziative forti: la societa’ promuovera’ una visita annuale ad Auschwitz per 200 tifosi, per capire cosa e’ stato veramente lo sterminio, mentre domani sera la squadra scendera’ in campo per il riscaldamento prima di Bologna-Lazio con l’effige di Anna Frank sulla maglia. Gesti che pero’ lasciano fredda la Comunita’ ebraica romana, da cui e’ partita ieri la denuncia di quanto accaduto domenica. Nessuno dei vertici era presente all’arrivo di Lotito, come confessato da lui stesso (“La Lazio ha preso contatti con i rappresentanti della Comunita’ ebraica, che purtroppo e’ assente per impegni pregressi”), e piu’ tardi arriva il chiarimento della stessa Comunita’: la visita di Lotito in Sinagoga “non era stata concordata”. Di conseguenza, “la presenza di vertici istituzionali della comunita’ non era prevista. Quella di Lotito e’ una iniziativa autonoma”.

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Oltre ai gesti, sottolineano, “c’e’ bisogno di iniziative concrete che riguardino il mondo del calcio, dello sport e del governo”. Tante le iniziative messe in campo contro l’ignobile gesto tra cui quella della FIGC che d’intesa con il Ministro per lo Sport e l’Unione delle Comunita’ Ebraiche Italiane (UCEI), ha disposto un minuto di riflessione su tutti i campi di calcio dopo lo scandalo delle foto di Anna Frank con la maglia della Roma affisse dagli ultra’ laziali, “per continuare a coltivare la memoria della Shoah e l’impegno della societa’ civile tutta, soprattutto assieme ai giovani, affinche’ ogni contesto sportivo sia luogo che trasmetta valori e formi le coscienze”. Nel corso del turno infrasettimanale previsto nei campionati di Serie A, Serie B e Serie C e del turno previsto nel fine settimana per i campionati dilettantistici e giovanili, le squadre e gli ufficiali di gara si disporranno al centro del campo prima del calcio d’inizio mentre verra’ letto un brano tratto dal Diario di Anna Frank: “Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre piu’ forte l’avvicinarsi del rombo che uccidera’ noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto si volgera’ nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cessera’, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenita’”.

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