Affido condiviso, M5s frena ddl Pillon. Spadafora: va rivisto

Affido condiviso, M5s frena ddl Pillon. Spadafora: va rivisto
Vincenzo Spadafora
10 ottobre 2018

Il disegno di legge Pillon che rivoluziona l’affido condiviso, introducendo il concetto di “bigenitorialità perfetta” e proponendo di cancellare l’assegno di mantenimento, “non è assolutamente possibile approvarlo così come è stato formulato”. Parola del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle Pari Opportunità Vincenzo Spadafora che ha preso posizione – battendo così un colpo da parte del Movimento cinque stelle su un tema su cui, evidentemente, la sensibilità rispetto all’alleato di governo, la Lega, è diversa -, dopo le molte polemiche sollevate dal ddl. L’esponente Cinquestelle ha quindi annunciato che si metterà mano alla legge proposta dal senatore leghista, avvocato e fondatore del Family day Simone Pillon.

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“Il nostro dovere in Parlamento è di rivederla”, ha sottolineato Spadafora spiegando che bisogna “far sì che tutte le proposte successive rimettano al centro esclusivamente l’interesse dei bambini e delle bambine. Non ci deve essere alcun arretramento culturale sul tema dei diritti nel nostro paese”. Il testo, che ha iniziato a Palazzo Madama il suo iter, nella commissione Giustizia, prevede oltre al mantenimento diretto e proporzionale – venendo meno l’assegno di mantenimento – del figlio, “tempi paritetici di frequentazione” del bimbo tra padre e madre. In pratica un figlio dovrebbe ‘pendolare’ da una casa all’altra per alcuni periodi prefissati o anche a giorni stabiliti. Aspetti della legge che hanno scatenato molte polemiche e l’accusa di voler impedire alle donne (secondo le ultime statistiche una su due non lavora) di divorziare.

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Le opposizioni davanti alle parole di Spadafora si compattano per chiedere il ritiro del ddl. Per dirla con Francesco Giro, senatore di Forza Italia, il disegno di legge Pillon è stato messo da parte perchè “era una porcheria”. “E’ un sollievo che il Governo abbia annunciato uno stop al ddl Pillon – spiega l’azzurra Mara Carfagna da sempre critica verso il ddl -. La bigenitorialità è un valore importante e scritto nelle nostre leggi, ma l’interesse delle bambine e dei bambini è un principio protetto dalla Costituzione che in nessun caso può passare in secondo piano. Quando una riforma di questa rilevanza sociale raccoglie critiche circostanziate e allarmate da giuristi e pedagoghi, da cattolici e laici, dai Centri antiviolenza come dalle Associazioni che combattono gli abusi sull’infanzia, è saggio modificarla e passarla al vaglio del Parlamento nel modo più ampio e condiviso possibile”. “A questo punto – osserva Valeria Valente, vice presidente del gruppo del Pd a Palazzo Madama – chiediamo a Spadafora di aggiungere la sua voce alla nostra per ottenere il ritiro del ddl Pillon per lavorare invece insieme al Pd ad una legge sull`affido condiviso che abbia come priorità la tutela dei bambini e la loro serenità”.

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