Al traguardo la Green Refinery dell’Eni, Gela svolta con l’idrogeno. Lo “Steam Reforming” avvierà la produzione entro giugno 2018

Al traguardo la Green Refinery dell’Eni, Gela svolta con l’idrogeno. Lo “Steam Reforming” avvierà la produzione entro giugno 2018
15 settembre 2017

Si svolta alla Raffineria di Gela: al via la costruzione del nuovo impianto di produzione idrogeno, “Steam Reforming”. Con la sua realizzazione il progetto di trasformazione green della Raffineria di Gela entra nella fase di completamento e le attivita’ previste nel Protocollo proseguono in linea con gli impegni assunti dal punto di vista tecnico e operativo. E’ quanto emerso da un incontro svoltosi questa mattina, per fare il punto sullo stato dell’Intesa e sulla riconversione della Raffineria a ciclo tradizionale di Gela in Green Refinery. La realizzazione dello “Steam Reforming” permettera’ di avviare la produzione entro giugno 2018. Inoltre, grazie alla messa in marcia del nuovo impianto di pretrattamento delle biomasse entro il 2019, la Bio Raffineria sara’ in grado di utilizzare per il 100% della capacita’ di lavorazione materie prime di seconda generazione composte dagli scarti della produzione alimentare. Le materie prime future deriveranno, dunque, da scarti della produzione alimentare, quali oli usati, grassi animali e sottoprodotti legati alla lavorazione dell’olio di palma. Questa caratteristica fara’ della Green Refinery di Gela un impianto ad elevata sostenibilita’ ambientale proprio per l’utilizzo di cariche che, diversamente, andrebbero smaltite come rifiuti con un aggravio dei costi per la comunita’ e dell’impatto sull’ambiente.

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La prevista “piattaforma Cassiopea” off-shore, per la valorizzazione, le migliorie e le modifiche dei sistemi di estrazione dai giacimenti sottomarini di gas, “Argo” e “Cassiopea”, sara’ in realta’ costruita a terra, con risparmio di risorse, minore impatto ambientale e maggiore impiego di imprese locali. Nel campo delle rinnovabili, prevista l’installazione di tre impianti fotovoltaici con pannelli tradizionali per una capacita’ complessiva di 7 MW. Eni conferma il suo impegno sul territorio. Dalla firma del Protocollo ad oggi, ha sostenuto investimenti per 555 milioni di euro. Garantiti anche i livelli occupazionali. Nel 2017 i dati dei primi sette mesi dell’anno mostrano che il livello di occupazione dell’indotto ha superato in media i 1.450 lavoratori rispetto ai 1.000 previsti nel Protocollo, con un trend in crescita da gennaio a giugno, mese nel quale si e’ raggiunta la cifra record di circa 1.600 unita’. Negli ultimi mesi dell’anno si prevede un ulteriore aumento del numero di risorse dell’indotto, grazie all’avvio della fase di completamento della riconversione della Raffineria. Nel campo del risanamento ambientale, la spesa sostenuta a luglio ha raggiunto i 110 milioni di euro, a cui corrispondono 38 cantieri avviati, dei quali 13 gia’ completati. Ad oggi, sono stati avviati 164 cantieri 88 dei quali completati.

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“Ci corre l’obbligo di dare un futuro a questa raffineria e siamo sulla strada giusta. Quello avviato – ha affermato il sindaco di Gela Domenico Messinese – e’ un percorso che deve continuare con la massima attenzione da parte delle istituzioni e della cittadinanza. Bisogna andare verso il risanamento del territorio, attraverso lo sviluppo di un’industria ecosostenibile e mantenendo gli assetti occupazionali”. “La costruzione di questo impianto – ha aggiunto Luigi Ciarrocchi, responsabile del Progetto Gela per Eni – dimostra come Eni stia rispettando gli impegni assunti con il territorio e come sia forte la presenza di Eni nel lungo termine. Il punto di incontro fra impresa e territorio e’ la sostenibilita’ e Gela ha dimostrato che qui si puo’ lavorare. Gela e’ centrale nel nostro progetto. Ad oggi abbiamo speso 555 milioni che dimostrano il nostro impegno per valorizzare questo territorio, per riqualificarlo e rilanciarlo”. “Il progetto legato alla trasformazione delle raffinerie in raffinerie verdi – ha spiegato Giuseppe Ricci, Chief Refining & Marketing Officer – ha portato Eni ad un cambio di rotta, ricoprendo un ruolo attivo. Eni ha investito, in ricerca e risorse, 500 milioni di euro”. Presenti all’incontro anche il presidente della Raffineria di Gela, Maurizio Mazzei e l’amministratore delegato Alfredo Barbaro, che si sono soffermati sull'”importanza del progetto che Eni ha avviato a Gela”, un progetto “che testimonia come gli impegni assunti verso il territorio siano stati rispettati con un piano di riconversione che fara’ di Gela uno dei poli green piu’ importanti d’Italia”.

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