Al via il nuovo Parlamento Ue, Berlusconi il più anziano

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2 luglio 2019

Al via con polemica la nuova legislatura del Parlamento europeo dopo le elezioni europee del 26 maggio scorso. Un parlamento con alcune novita’ rispetto alla precedente legislatura, con il 39% di ‘vecchi’ eurodeputati ed il 61% di nuovi. Gli uomini rappresentano il 60% e le donne il 40%, la deputata piu’ giovane ha 21 anni e’ danese e del gruppo dei Verdi mentre il piu’ anziano e’ Silvio Berlusconi. Cambiano anche i gruppi politici: la lista completa comprende il Ppe, i socialisti, Renew Europe, che mette insieme gli ex liberali di Alde e i francesi della formazione ideata dal presidente francese Emmanuel Macron, Identita’ e democrazia, la formazione che riunisce i sovranisti, tra cui la Lega. E poi a seguire i Conservatori Ecr, Gue e i Verdi. “Ci sono anche 57 deputati non iscritti tra i quali il 43% sono deputati dell’ex gruppo Efdd che non esiste piu'” dice il portavoce del parlamento europeo e al suo interno sedeva il M5S. Nella prima plenaria il parlamento europeo eleggera’ il suo presidente, previsto per la giornata di domani e poi i suoi vicepresidenti.

Successivamente si votera’ la composizione numerica delle commissioni. Giovedi’ inoltre e’ previsto un dibattito in aula con i presidenti della Commissione e del Consiglio europei Jean-Claude Juncker e Donald Tusk sui risultati del consiglio europeo di Bruxelles. Dunque, la nona legislatura europea ha ufficialmente debuttato al Parlamento europeo: nell’emiciclo di Strasburgo sono risuonate le note dell’anno alla gioia di Beethoven, inno dell’Unione me è polemica. Durante l’esecuzione, un gruppo di eurodeputati euroscettici, in particolare brexiters, hanno girato le spalle all’aula, costringendo il presidente uscente Antonio Tajani a richiamarli all’ordine, chiedendo a tutti i 748 di alzarsi in piedi. La sessione plenaria inaugurale e’ durata meno di mezz’ora, durante la quale si sono nominati gli scrutatori per l’elezione del nuovo presidente, come detto in programma per domani. Le candidature possono essere presentate entro le 22 di oggi da un gruppo politico o da 38 eurodeputati, ha ricordato Tajani.

E intanto, continuano a circolare nomi sul futuro presidente dell’Europarlamento. Occhi puntati su Ska Keller. Una Verde, per di piu’ donna e giovane. E’ una delle opzioni sul tavolo in queste ore nella convulsa partita delle nomine Ue: a quanto si ripete in queste ore a Berlino, i Verdi europei non vogliono piu’ stare a guardare e, forti dei loro ottimi risultati elettorali europei, soprattutto in Germania, hanno deciso di lanciare la candidatura della loro capolista per la successione di Antonio Tajani. Non sara’ facile, in effetti, trovare una maggioranza per la 37enne. I Verdi contano su 75 dei complessivi 151 eurodeputati, e tra gli altri nomi in corsa per il posto per la presidenza del Parlamento europeo, oltre alla carta Manfred Weber, ci sono anche nomi di peso come il liberale belga Guy Verhofstadt e l’italiano Roberto Guarnieri. Ma – si ragiona a Berlino, Bruxelles e Strasburgo – se il “pacchetto Osaka”, che porta la firma di Angela Merkel, dovesse fallire, proprio la tedesca Ska Keller potrebbe essere il nome di un “compromesso perfetto”, come scrive lo Spiegel: una verde al posto che fu di Martin Schulz non manderebbe all’aria la suddivisione tra Ppe, socialdemocratici e liberali per quello che riguarda gli altri posti in lizza in Ue.

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Per di piu’ farebbe incrociare due esigenze diverse: quella di un’innovazione politica emersa dal voto europeo che si sposa con la chiave anti-populista che i Verdi hanno scelto come uno dei tratti caratteristici della loro campagne elettorale, in Europa come in Germania. Insomma, si ripete nella capitale tedesca, i Verdi vedono la candidatura di Keller come il segno di un possibile cambio di paradigma nei rapporti di forza che lo stallo nei negoziati intorno alle nomine ha reso piu’ lampante. Co-presidente del gruppo parlamentare dei Verdi, Ska (in realta’ Franziska) Keller e’ nata nel 1981 a Guben, in Brandeburgo, allora parte della Ddr. Ha studiato islamistica e parla fluentemente diverse lingue, tra cui il catalano e il turco. E’ stata eletta per condurre i Verdi alle elezioni europee del 2019 insieme all’olandese Bas Eickhout con un programma nel quale spiccavano la lotta per il cambiamento climatico e sostegno alle energie rinnovabili, il reddito minimo dignitoso, difesa dello stato di diritto e lotta alla corruzione, accesso gratuito a un’istruzione di qualita’, nuove misure per favorire l’occupazione giovanile.

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