Alessandro Di Battista gioca di anticipo: papà pagava lavoratore in nero

Alessandro Di Battista gioca di anticipo: papà pagava lavoratore in nero
Vittorio e Alessandro Di Battista
27 gennaio 2019

Alessandro Di Battista gioca di anticipo. E prima che il programma tv ‘Le Iene’ mandi in onda il servizio sul lavoratore in nero nell’azienda di famiglia, fa ‘mea culpa’ al posto del padre e in un video su Facebook annuncia: “Ho qualcosa da dirvi. Spero che tutto sia chiaro. E’ una cosa personale”. Quindi, spiega di aver avuto la notizia dal padre, di essersi “incaz…” intanto “perche’ e’ una cosa profondamente sbagliata” sottolinea ma anche perche’, aggiunge, “a noi fanno le pulci su tutto. Io ora mi rimetto un po’ in pista, anche se non da candidato, e provo a stare attento a tutto.. manco una macchina in doppia fila devi lasciare”.

Insomma, svela la notizia, si scusa, si dispiace e pur non giustificando il padre dice di “comprendere una situazione generalizzata di tante piccole imprese”. L’ex deputato 5 Stelle dopo i tanti mesi trascorsi in viaggio in Sudamerica e’ tornato a Roma per affiancare Luigi Di Maio nella campagna delle elezioni Europee di fine maggio; e pur avendo deciso di non candidarsi, sara’ lui il ‘frontman’ del Movimento nei prossimi 4 mesi. Nei quali, annuncia, “battaglia” su temi caldissimi come il “No Tav al quale tengo molto e le cause dei migranti”.

LE IENE

“Sì uno per quattro, cinque ore a settimana. Pensi che scoop…”. Il papà di Alessandro di Battista, Vittorio, risponde così a le Iene quando gli viene chiesto se abbia mai avuto lavoratori in nero nella sua azienda. “Ci sono centinaia di migliaia di situazioni di piccoli imprenditori e di disgraziati che cercano lavoro e sono, per così dire, offuscate dal fatto che si possa approfittare a volta della possibilità di avere un ausilio di lavoratori senza dover pagare tutte quelle somme enorme per i contributi”, ha aggiunto Vittorio di Battista. L’azienda di di Battista Senior -si legge in una nota delle Iene- è la di.Bi.Tec srl, che commercializza apparecchi sanitari a motore. ”Ha tenuto mai lavoratori in nero nella sua ditta?”, ha chiesto Filippo Roma a Vittorio.

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”Sì”, risponde lui in maniera secca. E aggiunge: ”pensi che scoop”. Quanti ne ha tenuti? ”Uno per quattro, cinque ore la settimana di media”, dice di Battista. Ma alla domanda della Iena se giustificasse il lavoro in nero Di Battista Senior ha risposto: ”In certi aspetti sì, anche perché è diffuso in Italia. È diffuso in maniera totale”. E quindi? Dovremmo accettarlo? ”Si dovrebbe cercare di contrastarlo ma colpendo, come dire, la situazione che impedisce a tanta gente per esempio di assumere regolarmente perché costa un sacco di soldi o a tanti disgraziati che vanno a cercare lavoro Di adattarsi pure a situazioni del genere”, ha risposto. E quando Filippo Roma gli fa notare che è comunque il datore Di lavoro ad approfittarsi del lavoratore in nero, che è sempre la parte debole, Vittorio Di Battista risponde: ”non credo di essermi approfittato”. E conclude: ”Ho usufruito di certe situazioni”.

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