Alfano molla: “Non mi ricandido, ma non lascio la politica”

Alfano molla: “Non mi ricandido, ma non lascio la politica”
Angelino Alfano, leader di Alternativa popolare
6 dicembre 2017

Angelino Alfano non si ricandiderà al parlamento. Era nell’aria. Il leader di Alternativa Popolare, o quel che resta, ha scelto le telecamere di Porta a Porta per darne notizia. “Io non staro’ seduto sui banchi del prossimo Parlamento perche’ ho scelto di non ricandidarmi alle prossime elezioni e voglio compiere questo gesto perche’ quello che ho fatto in questi anni e’ stato dettato da una sincera passione per l’Italia, quando il Paese rischiava di andare giu’ per un precipizio”. I maligni parlano di una scelta strategica data la batosta che Ap ha preso in Sicilia per le Regionali. Gli alfaniani, infatti, non hanno ottenuto neanche un seggio al parlamento siciliano. E se si considera i rigidi paletti del Rosatellum bis e i consensi a picco del partito, quella di gettare la spugna, sembrerebbe una mossa saggia. “Faro’ campagna elettorale- precisa- non lascio la politica, mi riprendo un pezzo della mia vita fuori dal palazzo”. Alfano, evidenzia di aver subito “attacchi ingiusti” da chi lo ha definito legato alle poltrone, rivendicando che “sulle nostre gracili spalle di un partito del 4,4 per cento alle europee, la settima potenza del mondo, non avrebbe conosciuto la crescita” e “saremmo ancora in recessione”. In merito all’attività legislativa, il capo della Farnesina tiene a precisare che Ap “è contraria all’eutanasia”, ma a favore di una valutazione nel merito della legge sul biotestamento”. Nei prossimi giorni gli alfaniani si riuniranno in quanto “il tema della libertà di coscienza è  fondamentale”. E mette in archivio lo Ius soli: “Non mi pare ci siano i tempi, né venti favorevoli”. In merito all’indagine sulla morte di Giulio Regeni, il capo della Farnesina afferma che il giudice britannico ha accettato di interrogare la professoressa Maha Abdel Rahman, la tutor di Cambridge del ricercatore italiano trovato ucciso in Egitto il 3 febbraio 2016. “E’ una novità – dice Alfano –  e la ritengo significativa. Ho incontrato Boris Johnson, abbiamo avuto una lunga conversazione e lui mi ha detto che il giudice britannico ha accettato l’ordine di investigazione europeo”. Quindi, la tutor di Cambridge, “può essere interrogata dal giudice”. In sostanza, “un elemento significativo”, su un giallo che continua da oltre un anno e mezzo.

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