Allarme cuore donne over 65, più a rischio degli uomini 

Allarme cuore donne over 65, più a rischio degli uomini 
2 settembre 2017

Il 72% dei familiari dei pazienti colpiti da malattie cardiovascolari e’ a rischio di sviluppare infarto o ictus. Una percentuale nettamente superiore rispetto alla popolazione generale (55%). E le donne over 65 sono piu’ a rischio rispetto ai coetanei: con l’avanzare dell’eta’ infatti gli uomini presentano valori migliori, in particolare l’eccesso di circonferenza addominale, che dal 91% diminuisce al 75%, mentre nelle donne il parametro aumenta dal 73% all’85%. Sono i principali risultati a un anno dall’avvio del progetto “Ferrara citta’ della prevenzione”, in cui sono stati coinvolti oltre 16 mila cittadini, una cifra record. L’iniziativa, la prima in Europa di questo tipo, ha permesso di analizzare la probabilita’ di sviluppare malattie cardiovascolari compilando una specifica carta del rischio. “Sono stati testati anche i parenti dei pazienti ricoverati nel reparto di cardiologia dell’Ospedale di Cona – spiega Roberto Ferrari, direttore della Cardiologia della citta’ estense -. Solo il 28% presenta un rischio basso, percentuale che raggiunge invece il 37% fra la popolazione generale. Inoltre queste persone mostrano tassi piu’ elevati di sovrappeso e obesita’. Si conferma quindi il ruolo decisivo della predisposizione genetica nello sviluppo delle malattie cardiovascolari, per questo dovremmo monitorare questi cittadini con piu’ attenzione. Importanti anche le differenze con il progredire dell’eta’: gli uomini over 65 sono piu’ virtuosi delle donne, al di la’ dell’ovvio incremento negli anni di fattori di rischio quali pressione arteriosa, diabete e obesita’ viscerale”.

Leggi anche:
Tivù presenta le Applicazioni televisive del futuro

I dati aggiornati del progetto sono al centro del dibattito fra gli esperti riuniti al Congresso europeo di Cardiologia (ESC, European Society of Cardiology), in corso a Barcellona fino al 30 agosto. Gia’ nel 2008 Ferrara aveva promosso un “censimento” del rischio cardiovascolare della popolazione, pur coinvolgendo un minor numero di persone. “Nel tempo i cittadini sono diventati piu’ virtuosi per quanto riguarda la pressione arteriosa (sia per gli uomini, da 137/82 a 128/81 mmHg, che per le donne, da 130/77 a 122/78 mmHg) mentre i valori di colesterolemia sono rimasti praticamente immutati – sottolinea Ferrari -. Complessivamente il ‘Rischio Cardiovascolare Assoluto’ nel tempo e’ migliorato, ma alcuni fattori mostrano un trend in peggioramento, in particolare il sovrappeso e’ aumentato dal 35% al 37% e l’obesita’ dal 12% al 15%. Dati che preoccupano e ci spingono a continuare il nostro progetto che in sei anni vuole raggiungere e sensibilizzare i 135 mila ferraresi. Il nostro obiettivo e’ migliorare la salute e la qualita’ della vita di tutti i cittadini non solo grazie alla medicina ma anche all’alimentazione e all’ambiente”. Le malattie cardiovascolari, come l’infarto cardiaco e l’ictus cerebrale, sono la principale causa di morte e invalidita’ in Italia e nel mondo occidentale. Nel 2014 (ultimo dato Istat) si sono verificati nel nostro Paese complessivamente 220.200 decessi per malattie del sistema circolatorio.

Leggi anche:
Insulti e minacce di morte perché "negro", ma Karamba Diaby non molla. E il deputato africano si ricandida

I fattori che influiscono sul loro sviluppo sono il colesterolo alto, l’ipertensione arteriosa, il fumo, il diabete, l’obesita’ e la sedentarieta’. Molte le iniziative realizzate a un anno dall’avvio di “Ferrara citta’ della prevenzione”. “L’Universita’ – continua Ferrari – rappresenta il motore del progetto. Sono state coinvolte 11 facolta’ e per la prima volta al mondo e’ stato realizzato un Centro della Prevenzione di Ateneo situato proprio davanti a Palazzo dei Diamanti. Il Centro e’ dotato al primo piano di una cucina che puo’ ospitare 40 persone dove gli chef tengono corsi di cucina per ricette funzionali al benessere, il secondo piano e’ allestito per la compilazione della carta del rischio, il controllo del ritmo cardiaco e il rilascio del ‘Passaporto del Benessere’, che include non solo i parametri cardiovascolari ma coinvolge anche la valutazione di altri dati da parte di oncologi, pneumologi, immunologi e reumatologi. Inoltre si e’ varata la prima Facolta’ in Italia di Medicina, Farmacia e Prevenzione. Offrono un contributo decisivo anche le Facolta’ di Architettura con progetti destinati al benessere, di Ingegneria nella progettazione di case dotate di sensori per la pulizia dell’aria o di una viabilita’ stradale piu’ sostenibile grazie a automobili elettriche, e di Fisica e Chimica nello sviluppo di pannelli solari innovativi ed efficienti. Ferrara oggi e’ la prima citta’ in Italia nell’uso di energie rinnovabili. Prevenzione e’ sinonimo di cultura ed e’ parte integrante di ogni attivita’ dell’Ateneo”.

Leggi anche:
Si scioglie e "ribolle" il sangue di San Gennaro. Sepe, grati al Signore per sua bontà verso i napoletani



Commenti