Alleanza popolare, un acquisto a scatola chiusa

Alleanza popolare, un acquisto a scatola chiusa
16 agosto 2017

E’ conteso da tutti. Ma tutti non sanno quanti voti possa portare alle urne il prossimo 5 novembre in vista delle Regionali in Sicilia. E, sicuramente, neanche lui stesso, Angelino Alfano, è in grado al momento di conoscere il suo ‘peso’ elettorale. Le percentuali in queste ultime settimane si sono sprecate. Se Alleanza popolare fosse un’impresa, si potrebbe dire che Alfano ha fatto un buon lavoro di marketing. Purtroppo, per il ministro degli Esteri (e non solo), non è un’impresa ma un partito che dovrà fare salti mortali per continuare a esistere anche dopo le Politiche 2018. In settimana dovrebbe finire il tormentone che ha animato questa estate: Alfano con Berlusconi o con Renzi? In molti vedono il pendolo sempre più a sinistra. Ma in Sicilia, tenuto conto che Ap ha governato con il Pd e Rosario Crocetta, governatore che in molti l’hanno definito il “peggiore” della storia dell’Autonomia siciliana, gli elettori siciliani non guardano certo di buon occhio un matrimonio tra Alfano e Matteo Renzi. Provando a snocciolare qualche cifra, si potrebbe partire da un 10%, ovvero i consensi che avrebbero i ‘centristi’ in Sicilia. Centristi composti dall’Udc di Giampiero D’Alia, accreditata al 5 %, e da Ap che avrebbe a questo punto la stessa percentuale. Cifre, ovviamente, per cui nessun sondaggista oggi metterebbe le mani sul fuoco. Di certo, le principali fonti di voto per Alfano sono Palermo, Agrigento e Catania. Tre territori che alla luce degli ultimi appuntamenti elettorali non sembrano più dei grandi portatori d’acqua per il mulino alfaniano.

Basti pensare il risultato delle amministrative di primavera a Palermo, dove Ap-Pd-Udc presentatisi insieme a sostegno di Leoluca Orlando hanno ottenuto poco più di 20mila voti, pari all’8,6%. Per avere le idee più chiare, nel capoluogo siciliano regna un pezzo da novanta alfaniano, Francesco Cascio, che nel 2012 è stato eletto deputato regionale con oltre 21mila preferenze, pari all’8,23%. In pratica, gli stessi voti di Ap-Pd-Udc alle amministrative. Altra musica stonata per Alfano suona a Catania, dove tiene banco il sottosegretario alla Pesca, Giuseppe Castiglione, coordinatore regionale di Ap, in passato eurodeputato e ancor prima assessore regionale. Ebbene, sempre nelle ultime amministrative, a Palagonia, poco più di trenta chilometri da Catania, gli alfaniani hanno racimolato 511 voti, pari al 5,5%, entrando per miracolo in consiglio comunale. A Misterbianco, comune a poco più di nove chilometri dal capoluogo etneo, per Alfano è andata peggio in quanto Ap ha registrato solo 0,5% con appena 127 voti. Cifre non degne di un test, ma certamente danno l’idea di quale campagna elettorale aspetta nell’Isola il titolare della Farnesina. Per non parlare della provincia di Agrigento, terra natale di Alfano e dove gli alfaniani non sono risultati determinanti al ballottaggio per la vittoria del candidato a sindaco di Sciacca del centrodestra. Tornando alle alleanze per le Regionali, i giochi sono ancora tutti aperti, spiegano fonti vicine ad Ap, non c’e’ uno sbilanciamento verso il Pd. In ogni caso il nome del candidato centrista si conoscerà probabilmente in settimana. Il tormentone continua.



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