Altri ragazzi accusano nunzio a Parigi: “Ci molestò”. Governo francese: il Vaticano agisca

Altri ragazzi accusano nunzio a Parigi: “Ci molestò”. Governo francese: il Vaticano agisca
mons. Luigi Ventura
1 marzo 2019

La grana del nunzio apostolico a Parigi accusato di molestie si fa piu’ spinosa e va ad aggiungersi alle altre vicende che stanno scuotendo la Chiesa in questi giorni. A puntare il dito contro monsignor Luigi Ventura, ambasciatore della Santa Sede in Francia, sono innanzitutto tre uomini, che hanno denunciato pubblicamente, scendendo nei particolari, di aver subito la “mano morta” del prelato. Per questo chiedono che gli sia revocata l’immunita’ diplomatica, che al momento lo tutela.

Parigi, a questo punto, ha sollecitato il Vaticano ad agire dopo le denunce per “aggressione sessuale” presentate contro il nunzio apostolico in Francia, monsignor Luigi Ventura, suggerendo la revoca dell’immunità diplomatica. “Mi aspetto che la Santa Sede si assuma le proprie responsabilità – ha detto la ministra francese per gli Affari europei, Nathalie Loiseau -. In questa fase ha l’immunità diplomatica, ma la Santa Sede ovviamente è al corrente delle accuse gravi contro il nunzio, e non ho alcun dubbio che il Vaticano prenderà la decisione giusta”. In ogni caso, per la ministra, “è necessario che l’indagine possa andare fino in fondo, ciò che conta è che emerga la verità”.

Ma ci sarebbero altre vittime che avrebbero subito lo stesso trattamento. Dei primi tre che sono venuti allo scoperto, dipendenti del Comune di Parigi e di societa’ di comunicazione, 26, 35 e 39 anni, Liberation pubblica i nomi: Mathieu, Thomas e Benjamin. Mathieu e Benjamin hanno presentato denuncia, Thomas sta per farlo. Si sono incontrati dopo che Mathieu per primo si e’ fatto avanti con il racconto delle molestie subite durante una cerimonia in Comune con il corpo diplomatico, presieduta dalla sindaca Anne Hidalgo. Nella denuncia presentata alla polizia, il giovane racconta che il nunzio, che gli aveva preso il braccio, “ha tirato indietro la mano poi l’ha infilata sotto la mia giacca. Mi ha toccato il fondo schiena come se mi carezzasse”.

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Nel frattempo, Ventura lo interrogava sui suoi studi, la sua origine, il suo lavoro in Comune. Quando Le Monde, il 15 febbraio scorso, ha rivelato la vicenda, Benjamin e Thomas hanno capito che erano rimasti vittime anche loro della stessa situazione con il nunzio e hanno messo a confronto le loro testimonianze, che presentano vistose somiglianze. Gli avvocati di Mathieu e Benjamin hanno scritto al presidente Emmanuel Macron e al ministro degli Esteri, Jean-Yves Le Drian, oltre che alla procura di Parigi, per chiedere che venga revocata l’immunita’ diplomatica. Liberation sostiene anche di avere “informazioni” secondo le quali “uno o piu’ funzionari del Quai d’Orsay sarebbero stati anch’essi vittime del nunzio”.

A questo si aggiunge quanto riportato dal quotidiano cattolico La Croix, secondo cui diversi giovani “vicini alla Chiesa” si sarebbero trovati in situazioni del tutto simili a quelle vissute da Mathieu, Thomas e Benjamin negli ultimi mesi “nel corso di cerimonie ufficiali o di incontri privati” ma non hanno sporto denuncia. Un quadro a dir poco imbarazzante che si somma a quello degli abusi sui minori: e’ di ieri la notizia che per il cardinale australiano George Pell, in passato scelto da papa Francesco tra i suoi piu’ stretti collaboratori, si sono aperte le porte del carcere, perche’ e’ ritenuto colpevole da una giuria australiana di abusi sessuali su due coristi 13enni, compiuti quando era arcivescovo di Melbourne verso al fine degli anni ’90.

Per affrontare la piaga della pedofilia papa Francesco e’ intervenuto con il vertice convocato nei giorni scorsi in Vaticano. Un summit che ha riunito prelati da tutto il mondo, ma ha visto anche la testimonianza delle vittime, proprio per inquadrare la gravita’ del problema e tentare di sradicarlo. E oggi, senza fare nessun riferimento a fatti concreti, nell’omelia della Messa del mattino a Casa Santa Marta, il papa ha ricordato che esiste “la misericordia di Dio ma anche la sua ira”. “Le passioni non sono cose cattive, sono, diciamo cosi’, il ‘sangue’ per portare avanti tante cose buone, ma se tu non sei capace di dominare le tue passioni, saranno loro a dominarti. Fermati”, e’ stato il suo monito.

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