Amazzonia in fiamme, ma Bolsonaro accusa ong

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22 agosto 2019

L’Amazzonia brucia e alimenta una tempesta di critiche nei confronti del presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, che oltre ad aver sempre dimostrato poca attenzione per il polmone verde del pianeta ha anche accusato le ong ambientaliste di essere responsabili dei roghi per portare l’opinione pubblica ad attaccarlo. A denunciare il record di incendi e’ l’Istituto nazionale di ricerche spaziali del Brasile (Inpe), lo stesso che aveva denunciato – dati alla mano – un’accelerazione della deforestazione dell’Amazzonia sotto la presidenza Bolsonaro (il direttore e’ stato poi licenziato). Il fumo degli incendi ha oscurato la metropoli di San Paolo e vi ha provocato un blackout ha provocato un blackout nella citta’ di San Paolo.

I satelliti dell’Inpe hanno rilevato un aumento dell’83% dei roghi, da gennaio ad agosto 2019, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: quasi 73 mila incendi, rispetto ai 39.759 registrati in tutto il 2018. Si tratta del numero piu’ alto dal 2013 e segue due anni in cui il fenomeno era in diminuzione. Su Twitter, l’hashtag #PrayforAmazonas e’ stato primo trending topic nel pomeriggio con 249.000 tweet. Ad alimentare l’indignazione dei brasiliani sono state anche le affermazioni del presidente che ha insinuato che le ong potrebbero aver causato gli incendi per “attirare l’attenzione” sulla sospensione dei sussidi da parte di Brasilia per la conservazione del “polmone del pianeta”. “Potrebbe essere, si’, potrebbe, ma non lo affermo, azioni criminali di queste Ong per attirare l’attenzione contro di me, contro il governo brasiliano. Questa e’ la guerra che affrontiamo”, ha detto il capo dello Stato ai giornalisti di Brasilia.

Bolsonaro non ha fornito alcuna prova a supporto della sua accusa, ma ha affermato che “sentono la mancanza di denaro” dopo la sospensione dei finanziamenti. “Abbiamo tolto denaro alle ong. Ricevono il 40% delle sovvenzioni dall’estero, non le hanno piu’ e abbiamo interrotto anche le sovvenzioni pubbliche”, ha spiegato. La nuova denuncia dell’Inpe arriva dopo che, alcune settimane fa, il presidente Bolsonaro ha licenziato il direttore dell’Istituto, tra le critiche piovute sul governo per il vertiginoso aumento del tasso di disboscamento dell’Amazzonia, rilevato proprio dall’Inpe; il 67% in piu’ rispetto al 2018. Gli ambientalisti hanno accusato Bolsonaro di incoraggiare il disboscamento da parte di taglialegna e agricoltori; dal canto suo, il presidente ha bollato i dati dell’Inpe come fake news.

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