Pure i 5 stelle hanno le loro “veline”, Di Maio come Renzi: 5 donne capolista alle Europee

Pure i 5 stelle hanno le loro “veline”, Di Maio come Renzi: 5 donne capolista alle Europee
14 aprile 2019

Prima che donne “sono eccellenze” le cinque capilista per il MoVimento Cinque Stelle alle prossime Europee. Candidate scelte personalmente del capo politico Luigi Di Maio, rispetto gli altri aspiranti a una poltrona di Bruxelles che, invece, sono stati individuati con la votazione online su Rousseau. Come dire, una sorta di candidature “privilegiate”. E di Maio n’è convinto: “Abbiamo candidato cinque donne ma prima di tutto cinque eccellenze per la loro cultura, per le loro esperienze professionali e personali e rappresentano l’Italia al meglio”. In altri termini, “la meritocrazia è un valore per M5s”. Ed ecco le aspiranti europarlamentari e le rispettive circoscrizioni: Alessandra Todde (manager) per le Isole, Chiara Maria Gemma (docente universitaria) per il Sud, Daniela Rondinelli (componente di un organo consultivo dell’Ue) al Centro, Maria Angela Danzì (dirigente pubblica) nel Nord Ovest e Sabrina Pignedoli (consulente della Commissione Antimafia). Di Maio gongola: “La presentazione di queste candidate, persone, cittadini che si fanno Stato, mi rende orgoglioso”.

Ma con le donne, per Di Maio, non sono tutte rose e fiori. Il capo pentastellato ha infatti incassato, recentemente, due no alla candidatura che hanno fatto rumore, quello di Licia Colò e di Luisella Costamagna. Sulle alleanze a Strasburgo, invece, il vicepremier ricorda che il M5s “sta lavorando a un gruppo europeo: non sarà né di destra né di sinistra”. In sintesi: “per noi è difficile pensare di fare delle intese con Le Pen o Orban”. Dunque, Di Maio schiera cinque donne capilista per le Europee. Un’ennesima contraddizione grillina, se si pensa che proprio il suo capo, Beppe Grillo, di donne capilista non ne voleva sentire parlare. Sono ancora vive, infatti, le dichiarazioni del comico genovese quando, l’allora premier Matteo Renzi, candidò nel 2014 proprio cinque donne alla guida delle liste europee: “Ecco le veline di Renzi, secondo la migliore tradizione berlusconiana”. “L’unico requisito per essere messe come capolista alle Europee dal votante unico delle primarie Pd è far parte della Corte del Caro leader Renzie”, affermò Grillo nel post dal titolo “Quattro veline e un gabibbo”.

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Affermazione che scatenò, manco a dirlo, le ire delle donne Pd: “Da Grillo becero maschilismo”. Affermazione che oggi, invece, ha il sapore di contrappasso, come, d’altronde, la maggiorparte delle mosse politiche dei 5 stelle, rispetto ai loro proclami di quando erano all’opposizione. Ma questa è un’altra storia. Intanto, con la legge sulla parità di genere nelle liste per le elezioni europee, il prossimo parlamento di Strasburgo sarà sempre più rosa. Per la composizione delle liste è stata una vera e propria caccia alle donne. Forza Italia, ha ripescato anche Irene Pivetti. Matteo Salvini, invece, pur essendo capolista ovunque, manderà in Europa l’assessore Isabella Tovaglieri e Susanna Ceccardi, sindaco di Cascina. Stesso schema per Giorgia Meloni per Fdi. Mentre Nicola Zingaretti ha schierato nelle liste Pd 39 donne contro 37 uomini, confermando l’ex ministra Cecile Kyenge e lanciando Caterina Avanza, stretta collaboratrice di Macron.

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