L’Ue a Libia: stop a operazioni militari. Conte teme terrorismo e ripresa sbarchi

Loading the player...
11 aprile 2019

“L’attacco lanciato dall’esercito di liberazione nazionale” di Haftar “su Tripoli e l’escalation che ne e’ seguita stanno mettendo in pericolo i civili, inclusi migranti e rifugiati, e interrompendo il processo guidato dall’Onu, con il rischio di gravi conseguenze per la Libia”. L’Ue “chiede a tutte le parti di cessare immediatamente le operazioni militari. L’esercito di liberazione Nazionale e tutte le forze a Tripoli o nelle sue vicinanze devono ritirarsi e rispettare la tregua richiesta dall’Onu”. E’ una dichiarazione congiunta dell’Unione Europea sulla guerriglia scoppiata in Libia e che vede il generale Khalifa Haftar, impegnato in un’offensiva a Tripoli. Gli ultimi bilanci parlano di oltre cento morti e più di cento feriti.

I combattimenti nelle ultime 24 ore in Libia sono stati “i piu’ pesanti dallo scoppio delle ostilità” ha detto il portavoce dell’Onu, Stephane Dujarric, Le Nazioni Unite “esortano tutte le parti a rispettare gli appelli per una tregua umanitaria in modo da consentire ai civili intrappolati nel fuoco incrociato di spostarsi in luoghi piu’ sicuri”. Intanto è giallo sulla visita di Haftar a Mosca per consultazioni informali con il ministero della Difesa russo. La notizia non ha finora ricevuto conferme da fonti indipendenti dalle parti in conflitto in Libia.  “Il ministero degli Esteri russo non ha informazioni” circa la presunta visita del generale della Cirenaica nella capitale russa, hanno risposto dallo stesso dicastero russo.

Leggi anche:
UBI Banca dopo Consob e Bankitalia: crescita con sostenibilità

Haftar sarebbe a Mosca per una visita non ufficiale e incontri con funzionari del ministero della Difesa russo. Sui fatti in Libia, oggi è intervenuto alla Camera il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Il succedersi degli scontri e l’aumento dei morti, stimati in alcune centinaia, e di feriti, ma anche degli sfollati, segnalano un concreto rischio di crisi umanitaria che va scongiurato rapidamente – ha detto il premier -. L’emergenza umanitaria, con conseguenze sui flussi migratori, così come il riaffacciarsi dello spettro dell’insorgenza terroristica dimostrato dal recente attentato perpetrato da Daesh a Fuqaha, impongono determinazione e rapidità di azione”.

Secondo quanto segnala l’agenzia France Press citata da Le Figaro, frattanto. l’Unione Europea ieri ha evacuato il suo personale da Tripoli.  I membri della “missione di assistenza dell’Unione europea per la gestione integrata delle frontiere in Libia” (EUBAM Libia) hanno “temporaneamente” lasciato Tripoli per tornare in Tunisia, dove ha sede la missione, ha detto una fonte all’agenzia di stampa. L’UE è “preoccupata per gli sviluppi molto in Libia”, ha detto la portavoce del capo della diplomazia dell’Unione, Federica Mogherini. La Ue ha anche rinnovato il suo appello ai belligeranti per un cessate il fuoco immediato e per facilitare l’accesso agli aiuti umanitari. “Ho chiesto con fermezza a tutti i leader libici, in particolare ad Haftar, di fermare tutte le operazioni militari e tornare al tavolo dei negoziati sotto l’egida dell’ONU”, ha affermato la signora Mogherini, dopo un incontro con Ministri degli esteri dell’UE a Lussemburgo.

Leggi anche:
"Pizzo" e traffico droga con l'Albania, 12 arresti a Catania

L’alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri ha parlato direttamente con Haftar e con Fayez al-Sarraj, il capo del governo riconosciuto dall’ONU. Un progetto di dichiarazione congiunta è stato presentato ieri ai 28 Stati membri dell’UE. La Francia ha confermato di aver chiesto emendamenti, ma ha confutato le informazioni che la accusavano di aver bloccato la dichiarazione. “Questa è una falsa affermazione”, ha detto un portavoce del Ministero degli Affari Esteri francese.  Ma la linea dei francesi ha provocato la dura reazione di Matteo Salvini, che ha avvertito: “se giocano alla guerra, non staro’ a guardare”.  L’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari (Ocha) fa sapere che “i pesanti scontri a fuoco e il bombardamento di artiglieria nelle zone residenziali di Ain Zara e Khalla al-Forjan si sono tradotti in un’impennata degli sfollati a Tripoli e dintorni, raddoppiati nelle ultime 48 ore a oltre 6.000 persone”. L’Ocha aggiunge che gli sfollati sono raddoppiati nelle ultime 48 ore e se le violenze dovessero continuare e i combattimenti dovessero raggiungere le aree piu’ popolate della citta’ di Tripoli, e’ necessario prevedere ulteriori movimenti su larga scala.

Segui ilfogliettone.it su facebook

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@ilfogliettone.it



Commenti