Arabia Saudita, giustiziati 37 sauditi condannati per terrorismo. Uno è stato crocifisso

Arabia Saudita, giustiziati 37 sauditi condannati per terrorismo. Uno è stato crocifisso
24 aprile 2019

L’Arabia Saudita ha giustiziato 37 cittadini sauditi condannati per terrorismo. Le pene capitali sono state decise dai tribunali di Mecca, Medina, della provincia centrale di Qassim e della Provincia Orientale, base della minoranza sciita del Paese. I giustiziati sono stati giudicati colpevoli di aver “adottato un pensiero estremisti”, di aver “appoggiato il terrorismo e formato cellule per colpire e destabilizzare il Paese”. Secondo quanto scrive l’Agenzia stampa saudita (Spa) una persona e’ stata crocifissa dopo la sua esecuzione, una punizione riservata a reati particolarmente gravi. In pratica, Khaled Abdulkarim Saleh Al-Tuwaijri, era stato accusato di aver “adottato un’ideologia estremista terroristica, di aver formato cellule terroristiche” e di aver messo a repentaglio “la pace e la sicurezza della societa’”.

Secondo diversi media, fra cui Al Jazeera, il suo corpo, e forse anche quello di un altro condannato, e’ stato esposto in pubblico, con la testa infilzata in una picca. Secondo alcune fonti i condannati sono stati impiccati, secondo altre decapitati, ma Riad, nel suo laconico comunicato, non ha specificato. Come non ha specificato a quali episodi di terrorismo facciano riferimento le sentenze. Ma secondo Amnesty International, “le esecuzioni di massa di oggi sono l’agghiacciante dimostrazione non solo del cinico disprezzo della vita umana”, ma anche di come “la pena di morte sia impiegata come strumento politico per schiacciare il dissenso della minoranza interna sciita”, ha scritto l’organizzazione umanitaria. Per Amnesty, nella lista dei 37 messi oggi a morte figurano almeno 11 uomini accusati di spionaggio a favore dell’Iran e condannati dopo un processo “clamorosamente ingiusto”.

Altri 14, sempre secondo la ong, “erano accusati di atti violenti in relazione alla loro partecipazione a manifestazioni contro il governo, nel 2011-12, nella provincia orientale dell’Arabia Saudita”, l’unica a maggioranza sciita del regno bastione dell’ortodossia sunnita piu’ intransigente, ma alleato strategico degli Stati Uniti e di Israele, soprattutto in funzione anti-iraniana. L’Arabia Saudita figura nella triste rosa dei campioni dell’applicazione della pena di morte, con 149 esecuzioni solo lo scorso anno. Inoltre, secondo Amnesty, a tutti le confessioni sarebbero state estorte con la tortura o comunque con maltrattamenti e lunghe detenzioni.

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