Arbore: “Il jazz italiano è da esportazione”

Arbore: “Il jazz italiano è da esportazione”
16 luglio 2015

arbore“Quest’anno ad Umbria Jazz c`è un cast veramente eccezionale. Io vado in giro per il mondo e devo dire che Umbria Jazz e gli artisti italiani sono considerati un`eccellenza come la Ferrari, Fellini e Benigni”. Così Renzo Arbore, Presidente della Fondazione Umbria Jazz, ai microfoni di inBlu Radio, network delle radio cattoliche italiane, durante il programma “Mattinata inBlu Estate”. Il Jazz italiano, ha sottolineato Arbore, è “il secondo del mondo ma per certi versi quando si trasforma in sperimentale allora diventa un jazz autonomo da esportazione. Quando mi sono affacciato al jazz, quello italiano era una derivazione di quello americano. Oggi non è più così, perché il jazz italiano è del tutto autonomo”.

Arbore, durante l`intervista condotta da Daniela Lami e Francesco Locatelli, ha lanciato anche un appello alle istituzioni affinché “diano una mano alla canzone italiana”. “La canzone italiana – ha spiegato il musicista pugliese – è stata la musica più creativa del `900. Sono nati degli artisti come Claudio Villa, Modugno, Battisti, Celentano, De André, De Gregori e Gino Paoli che hanno prodotto delle canzoni straordinarie. Per questo la musica italiana dovrebbe essere aiutata dalle istituzioni per promuovere il nostro Paese. L`Italia non la promuoviamo ma la facciamo scoprire attraverso faticosissime tournée di artisti come quelli del jazz. E` impossibile che in America non sappiano chi è Lucio Dalla che ha scritto opere straordinarie. Conoscono solo alcuni come Bocelli o il Volo ma tanti altri musicisti non sono conosciuti. Questa è una battaglia necessaria”.

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