Artemis porterà la prima donna sulla Luna entro il 2024

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17 maggio 2019

Ogni promessa è debito. L’amministratore della Nasa, Jim Bridenstine ha dichiarato che, come atteso da tempo, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha approvato l’emendamento al budget Nasa per il 2020. Un’iniezione di denaro necessaria in vista delle previste nuove missioni umane sulla Luna del 2024.

“Si tratta di 1,6 miliardi di dollari in più rispetto a quanto proposto precedentemente – ha spiegato Bridenstine – che serviranno ad accelerare lo sviluppo del nuovo sistema di lancio Sls, la navetta Orion e, soprattutto, a finanziare lo svilupo del Lunar landing system per il ritorno di un equipaggio umano sulla Luna e per l’esplorazione robotica delle regioni polari del satellite”.

Tanti soldi in più dunque, che in ogni caso da soli non basteranno a finanziare il ritorno dell’uomo sulla Luna. Bridenstine, infatti, ha sottolineato anche la necessità di ricorrere alla collaborazione di aziende private – come Lockeed Martin e Blue Origin che hanno già presentato le loro proposte per lander lunari e habitat da aggiungere alla stazione spaziale Gateway – oppure effettuare tagli ad altre voci del bilancio Nasa per impegnare maggiori risorse nell’obiettivo primario dei prossimi 5 anni: tornare sulla Luna.

“L’esplorazione lunare – ha concluso il numero 1 della Nasa – è il prossimo passo nella storia della nostra Agenzia e porterà benefici a tutti noi. Ora abbiamo l’opportunità di farlo, tutti insieme”. Il nuovo programma lunare della Nasa si chiama Artemis e ha l’ambizione, tra l’altro, di portare sulla Luna la prima donna entro il 2024. Non solo, la base che verrà costruita sul suolo del nostro satellite naturale sarà anche la base di partenza per le prossime missioni verso Marte e altri corpi celesti del sistema solare entro il 2030.

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