Assalto al Walmart degli ispanici, strage a El Paso. Trump: “Terribile, molte persone uccise”

4 agosto 2019

America a mano armata. Torna alla ribalta il problema del facile accesso alle armi da fuoco: in Texas, c’e’ stata una sparatoria in un negozio della catena Walmart a El Paso: erano le 11 di mattina e il centro commerciale Cielo Vista era molto affollato. Ci sono diverse vittime anche se il numero ancora non e’ chiaro: i media locali parlano di 19 morti e molti ricoverati in ospedale. E’ stato fermato il 21enne di Dallas, Patrick Crusius, che avrebbe sparato con un Ak-47 kalashnikov. “Ci sono morti ma non posso confermare quanti”, ha detto in un primo momento il portavoce della polizia, Robert Gomez; “ci sono vari feriti – ha continuato – abbiamo messo al sicuro Walmart e il centro commerciale e non ci sono altri killer al momento”. “E’ terribile”, ha twittato Donald Trump, aggiungendo che “molte persone sono state uccise”. Almeno 10 sono i feriti di livello 1, ovvero gravissimi, e uno di loro e’ morto in ospedale.

La polizia ha lanciato diversi appelli per donazioni di sangue. Subito dopo l’assalto la polizia, che ha invitato la cittadinanza a restare lontana dall’area del supermercato, ha setacciato l’area e si sono visti clienti lasciare l’edificio sotto lo sguardo vigile degli agenti. Sono stati isolati almeno tre locali all’interno dell’edificio, che non e’ lontano dall’aeroporto internazionale di El Paso. Tre impiegati di Walmart sono riusciti a scappare e rifugiarsi in un ristorante vicino: “Sono scosse ma non ferite” ha raccontato il direttore del ristorante, Oscar Collazo. Alcuni giorni fa due impiegati della stessa catena commerciale erano stati uccisi a colpi d’arma da fuoco a Southaven in Mississippi; e sabato scorso, un 19enne di origini italo-iraniane, con simpatie suprematiste, ha aperto il fuoco sulla folla al Gillroy Garlic Festival in California e ha ucciso tre persone, tutti giovanissimi: un bimbo di 6 anni, un’adolescente di 13 e un ragazzo di 25.

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E’stata fermata una persona, come detto. Si chiama Patrick Crusius, 21 anni, di Dallas. Sembra escluso che abbiano aperto il fuoco in molti come inizialmente sembrava, ma Nbc riporta che un’altra persona e’ stata fermata, sebbene non sia chiaro il motivo. Sul posto sono presenti agenti di polizia ed Fbi, e anche le forze speciali Swat. In un paio di foto pubblicate dai media Crusius indossa una maglietta con le maniche corte, pantaloni lunghi color chiaro, occhiali e cuffie per proteggersi dal rumore degli spari, e imbraccia un Ak-47 kalashnikov. Crusius ha sparato all’esterno e all’interno del Walmart di El Paso, dove solitamente arrivano a far scorta i messicani che oltrepassano il confine.

IL RIFERIMENTO A ‘GRANDE SOSTITUZIONE’

E’ sotto esame del Fbi, ma non e’ stato confermato ufficialmente chi sia l’autore, un manifesto attribuito all’uomo responsabile della strage a El Paso: fa riferimento al massacro di Christchurch e alla Teoria della Grande Sostituzione. L’attacco al locale Walmart sarebbe una risposta all’invasione ispanica del Texas e il killer si dice ispirato dal suprematista bianco, Brenton Tarrant, autore della strage nelle moschee di Christchurch. Il manifesto e’ postato nel forum 8Chan, lo stesso all’epoca utilizzato da Tarrant. Nel manifesto l’autore rievoca la teoria della Grande Sostituzione e sostiene di “appoggiare l’assalitore di Christchurch e il suo manifesto. E’ una risposta all’invasione ispanica del Texas: loro sono quelli che istigano e non io. Io sto semplicemente difendendo il mio Paese dalla sostituzione etnica e culturale portata da un’invasione”. Poi, l’autore del manifesto si scaglia contro i Democratici e anche contro i Repubblicani. “Le mie opinioni sull’automazione e sull’immigrazione e su tutto il resto -aggiunge- anticipano Trump e la sua campagna elettorale”.

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In pratica, la polizia sta cercando il movente nel documento di quattro pagine che circola in rete e che conterrebbe le rivendicazioni del presunto killer. “I migranti che raggiungono gli Stati Uniti sono migranti economici non sono rifugiati”, scrive Crusius, che in apertura del documento, nel paragrafo sulle motivazioni personali fa riferimento alle tesi pubblicate dal francese Renaud Camus, su “La grande sostituzione”, richiamate anche dal killer della strage di Christchurch in Nuova Zelanda. “I nativi – scrive Crusius – non presero seriamente l’invasione da parte degli Europei”. “Sostengo il killer di Christchurch e il suo manifesto”. Comincia così il testo che gira in rete e che viene attribuito al presunto killer di El Paso Patrick Crusius, in cui il 20enne texano spiegherebbe le ragioni politiche, economiche e personali che l’avrebbero indotto al gesto, nonché le armi scelte per compiere la strage.

Il riferimento è a Brenton Tarrant, l’uomo accusato della strage nelle moschee di Christchurch, il più grave omicidio di massa nella storia della Nuova Zelanda che ha avuto luogo il 15 marzo 2019: due sparatorie nelle quali sono morte 50 persone e altre 50 sono rimaste ferite. Il primo attacco avvenne contro la moschea di Al Noor, mentre il secondo, poco dopo, contro il centro islamico di Linwood. Entrambi i luoghi, al momento degli attacchi, erano frequentati da numerosi fedeli islamici per la preghiera del venerdì. L’autore degli attentati, un australiano di 28 anni, attraverso una telecamera, trasmise gli attacchi in diretta su Facebook. Sulle armi utilizzate per la strage, Tarrant aveva i nomi di battaglie storiche nelle quali i musulmani furono sconfitti e quelli di personaggi storici o contemporanei, identificati come nemici dell’Islam, e anche di Luca Traini, l’uomo che nel febbraio dello scorso anno a Macerata aprì il fuoco contro alcuni migranti, ferendone sei.

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