Attacco ufficio Save the Children in Afghanistan, due morti

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24 gennaio 2018

Si è concluso l’attacco contro l’ufficio di Save the Children a Jalalabad, nell’est dell’Afghanistan. L’ultimo bilancio – riferito dal portavoce del governatore della provincia di Nangarhar, dove si trova la città – è di due morti (un soldato ed un civile) e quattordici feriti. “Siamo devastati dalla notizia dell`attacco all`ufficio di Save the Children nella città di Jalalabad, in Afghanistan, dove questa mattina un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione nel nostro compound”, ha affermato Save the Children Italia. “La nostra prima preoccupazione è la sicurezza del nostro staff – ha aggiunto Save the Children Italia -. Siamo in attesa di ricevere ulteriori informazioni dal nostro team e, considerando che la situazione è ancora in fase di evoluzione, non siamo al momento in grado di fornire ulteriori informazioni”. L’ambasciatore britannico a Kabul, Nicholas Kay, ha definito l’assalto armato “un crimine contro l’umanita’”. L’attacco contro la sede dell’ong britannica a Jalalabad, dove sono presenti numerosi ribelli, è avvenuto verso le 9.10 (le 5.40 in Italia) ed è durato circa cinque ore. Un’auto-kamikaze è esplosa davanti all’ingresso del complesso di Save The Children, dove in seguito è entrato un gruppo di uomini armati.

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Quattordici feriti sono stati finora portati in ospedale. “Ho avvertito un’enorme esplosione, simile a un’autobomba. Noi ci siamo messi al riparo e ho visto un uomo armato di un rpg (lanciarazzi) sparare contro l’ingresso principale per entrare nel compound”, ha segnalato un testimone in ospedale, Mohammad Amin, che è scappato saltando da una finestra e si è ferito a una gamba. Un altro testimone raggiunto all’interno della sede dell’ong ha segnalato che gli spari proseguono. “Sento spari provenienti dall’interno del compound, potrebbe trattarsi di un attacco complesso”, ha indicato. Con questo ‘modus operandi’ ormai consolidato, i ribelli si aprono una breccia innescando un’esplosione e poi sparando all’impazzata per introdursi nell’edificio preso di mira. Almeno un veicolo dell’ong ha preso fuoco, sprigionando una densa nube di fumo nero. L’attentato segue di quattro giorni quello a un grande albergo di Kabul, rivendicato dai talebani, che ha provocato una ventina dei morti tra i quali quattordici stranieri. Jalalabad, capoluogo di Nangarhar alla frontiera con il Pakistan, è caratterizzata da una forza presenza di talebani ed esponenti dello Stato Islamico, che hanno allestito in vari distretti di questa provincia il proprio quartier generale in Afghanistan.

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