Autonomia, confronto nella Lega e i “paletti” Conte-M5s

Autonomia, confronto nella Lega e i “paletti” Conte-M5s
Il ministro per gli Affari regionali e autonomie, Erika Stefani e il governatore del Veneto, Luca Zaia
19 giugno 2019

All’ultimo consiglio federale Salvini e’ stato netto: le priorita’ sono la flat tax e l’autonomia. “Con Zaia, Fontana, Fedriga e Fugatti mi sento e confronto quasi tutti i giorni, gli sciacalli si mettano l’animo in pace: in Lega dedichiamo il nostro tempo a lavorare, non a litigare”, ha tagliato corto qualche giorno fa il vicepremier della Lega. Nei gruppi parlamentari del partito di via Bellerio non si nasconde pero’ che i veneti siano in fibrillazione. “Salvini vuol far partire il tavolo ma serve un negoziato, occorre tempo mentre Zaia vorrebbe tutto e subito. Intende portare a casa tutte e 23 le materie, ma e’ sbagliato arroccarsi”, sottolineano le stesse fonti. In ogni caso il ministro dell’Interno potrebbe riportare il dossier gia’ nel Consiglio dei ministri di oggi. “L’obiettivo da realizzare e’ a portata di mano”, ha spiegato piu’ volte.

Ma sul tema dell’autonomia c’e’ fibrillazione nel governo. Di fronte al pressing del ministro Stefani e del governatore Zaia c’e’ il muro dei pentastellati che pur non derubricando l’argomento sottolineano la necessita’ di evitare uno scontro, di far partire una discussione nell’esecutivo e nel Parlamento. “La verita’ e’ che un testo non c’e'”, riferisce un ‘big’ del Movimento 5 stelle. I ‘paletti’ posti da Di Maio e anche dal premier Conte sono noti da tempo. Il premier, a Napoli, ha ribadito che “il programma dell’Autonomia differenziata puo’ offrire alle Regioni del Nord opportunita’ per l’acquisizione di maggiori competenza, ma non potra’ mai avere come obiettivo quello di acuire il divario Nord-Sud: non interessa nemmeno alle Regioni del Nord”. “L’autonomia non la chiedono solo le imprese lombarde”, afferma anche il presidente della Lombardia, Fontana. Un fronte si e’ aperto tra la Stefani e il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro.

“Il ministro Stefani – l’accusa di quest’ultimo – ha firmato il provvedimento di nomina delle Commissioni paritetiche per l’Autonomia del Trentino – Alto Adige/Sudtirol, che svolgono un ruolo fondamentale di raccordo tra lo Stato, la Regione e le Province autonome. Il provvedimento e’ stato assunto dal ministro senza ricorrere a quel metodo collegiale che e’ un punto di forza del governo del cambiamento”. Intanto il segretario della Cgil, Landini, si e’ fatto portavoce anche dei timori del presidente della Camera, Fico. “Ha espresso la sua preoccupazione – ha riportato Landini al termine di un incontro con la terza carica dello Stato – per il fatto che non si divida ulteriormente nel paese e che ci sia un’applicazione dei principi della Costituzione e un’unita’ del paese”.

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