Bagarre alla Camera, volano fascicoli. Oggi voto fiducia, domani il voto finale

Bagarre alla Camera, volano fascicoli. Oggi voto fiducia, domani il voto finale
Emanuele Fiano (Pd) si avvicina ai banchi della presidenza e viene trattenuto da assistenti parlamentari nell'Aula della Camera prima che inizi l'esame della Manovra
29 dicembre 2018

Inizieranno oggi  alle 17 le dichiarazione di voto in Aula a Montecitorio sulla manovra, per poi procedere alle 18.30 con la prima chiama. Ci sono 244 ordini del giorno ed e’ prevista la prosecuzione dei lavori fino alle 24 e poi domani, domenica 30, a partire dalle ore 9 l’Aula tornera’ a riunirsi e andra’ a oltranza per l’ok finale alla manovra.

Frattanto, sul fronte parlamentare si registrano spintoni, urla e insulti. Se l’altro ieri notte la bagarre aveva travolto la commissione Bilancio, ieri il clima da rissa si è trasferito nell’aula della Camera dei deputati dove è approdata la manovra economica. Tanto che il presidente di Montecitorio, Roberto Fico, è stato costretto ad interrompere la seduta. “Non è uno stadio”, ha detto Fico replicando alle proteste in aula delle opposizioni, che hanno richiesto a più riprese la sospensione della discussione della legge di bilancio, e la convocazione di una conferenza dei capigruppo.

In particolare, Fico si è rivolto ai deputati Renato Brunetta di FI ed Emanuele Fiano del Pd, che si erano rivolti alla presidente di turno Mara Carfagna per richiedere la sospensione della discussione. Fico ha più volte minacciato la sospensione dell’aula, prima di sospendere la seduta per dieci minuti. Il più agitato si è dimostrato proprio Fiano, che ha lanciato tra i banchi il testo della legge, sfiorando il sottosegretario Massimo Garavaglia. “Mi scuso – ha detto Fiano prendendo la parola – perché mi hanno riferito che lanciando il testo della manovra ho colpito il sottosegretario. Non si deve mai fare una cosa del genere”, ha aggiunto tra le lamentele degli altri deputati.

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Un altro degli scontri più intensi è stato quello che ha visto protagonista il deputato dem Enrico Borghi. Quest’ultimo ha iniziato ad urlare rivolto a Fico: “Ma tu cosa ci stai a fare?”. Immediata la risposta del presidente della Camera: “Primo richiamo formale, Borghi lei non finisce l’Aula”. “Cosa fa? Mi minaccia? Lei non mi minaccia”, ha replicato il deputato. Anche questa volta è intervenuto Fiano a dar man forte al collega: “In 12 anni non ho mai sentito dire un presidente della Camera dire a un deputato ‘lei non finisce la seduta’, decida lei che figura vuole fare se da presidente o da cioccolataio”.

Dopo diversi interventi di protesta, Fico ha ripreso la parola e, rivolgendosi a Borghi, ha detto: “Io non volevo minacciarla Borghi, siccome è molto agitato da questa mattina e ha fatto interventi anche molto agitati mi vedrei costretto a farle un primo richiamo formale e poi un secondo. Se mi è uscita male mi dispiace”. Intanto, ieri è stato depositato presso la cancelleria della Corte costituzionale, il ricorso del capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci e altri 36 senatori Pd con cui viene sollevato conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sull’iter di approvazione della legge di bilancio. Il presidente della Corte Giorgio Lattanzi ha disposto, con decreto, che l’ammissibilita’ del conflitto sia trattata nella camera di consiglio del 9 gennaio 2019 e ha nominato relatrice della causa la vicepresidente della Corte, Marta Cartabia.

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