Bagarre sul Ponte Morandi, nei prossimi giorni il decreto. Botta e risposta Toninelli-Toti

Bagarre sul Ponte Morandi, nei prossimi giorni il decreto. Botta e risposta Toninelli-Toti
Luigi Di Maio e Giovanni Toti
10 settembre 2018

Il governo mettera’ a punto nei prossimi giorni “un decreto legge in cui ci saranno importantissime misure per Genova e per i genovesi”. L’annuncio e’ del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, in una giornata, quella di ieri, dominata dalle polemiche sulla ricostruzione del ponte crollato a Genova il 14 agosto provocando la morte di 43 persone. Toninelli aggiunge inoltre che Autostrade “paghera’ fino all’ultimo centesimo e non costruira’ un ponte che ha fatto crollare per inadempienza. Metteranno i soldi e’ una microscopica parte del risarcimento che Autostrade deve ai genovesi. Fincantieri ricostruira’ il ponte e lo fara’ entro il 2019”.

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Il ministro ribadisce la revoca della concessione ad Autostrade: “Il procedimento della revoca della concessione lo abbiamo aperto, utilizzeremo tutte le strade percorribili sia amministrative che legislative”. Revochiamo la concessione “per evidente inadempimento contrattuale: da che parte del mondo puo’ accadere che chi ha l’obbligo di gestire una cosa pubblica e la fa crollare possa continuare?”. Toninelli annuncia anche l’avvio di una mappatura delle criticita’ nelle infrastrutture di tutta Italia per intervenire dove serve: “Penso ad esempio allo stato in cui si trovano la A24 e la A25”.

Linea dura su Autostrade anche da parte del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio: “Autostrade avra’ un’altra brutta sorpresa nei prossimi giorni. Io non faccio ricostruire il ponte a chi lo ha fatto crollare”. “Per quanto ci riguarda, il ponte Morandi lo deve ricostruire un’azienda di Stato come Fincantieri, perche’ – prosegue – dobbiamo monitorare cosa si fara’ sulla ricostruzione del ponte”. Da Palazzo Chigi invece si chiarisce in una nota che non c’e’ nessuna opzione ideologica sulle concessioni”. “Quanto alla scelta pubblico/privato, nazionalizzazione/privatizzazione – si legge – il presidente del Consiglio ha chiarito che non ha ragione di essere una preventiva opzione ideologica: bisogna adoperarsi perche’ i beni pubblici siano amministrati nel modo piu’ efficiente possibile, assicurando il maggior ritorno alla collettivita’”. Ed e’ di ieri la notizia delle dimissioni di Bruno Santoro, indagato nell’inchiesta di Genova. Santoro faceva parte della commissione ispettiva nominata dallo stesso Toninelli per stabilire le cause del crollo del ponte Morandi.

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Santoro ha rassegnato “spontaneamente” le proprie dimissioni, si legge in una nota del Mit. “Il ministero, ringraziandolo per la sensibilita’ e la professionalita’ dimostrate, precisa che appena dal 23 marzo scorso Santoro e’ dirigente della Divisione 1 (Vigilanza tecnica e operativa della rete autostradale in concessione) della Direzione generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali. E che presso tale divisione egli non ebbe competenza alcuna sul progetto di manutenzione straordinaria presentato da Autostrade per il Ponte Morandi. In relazione, poi, alle cosiddette ‘consulenze’ per Aspi, si fa notare che i collaudi delle opere in concessione vengono regolarmente effettuati dalle strutture del concedente a spese del concessionario. E si conferma che gli incarichi dell’ingegner Santoro sono stati debitamente autorizzati anni fa dall’amministrazione, all’epoca in cui Santoro era in servizio presso il Consiglio superiore dei lavori pubblici”.

La giornata e’ stata caratterizzata da i botta e risposta tra Di Maio e il governatore della Liguria Giovanni Toti. “Se Luigi Di Maio anziche’ annunciare brutte sorprese per Autostrade per l’Italia annunciasse belle sorprese per Genova e per la Liguria credo farebbe piu’ efficacemente il suo lavoro'”. Ma non sono mancanti anche veleni tra il commissario e Toninelli. Il ministro aveva attaccato Toti in mattinata su Twitter invitandolo a preoccuparsi “di far rientrare in casa gli sfollati per riprendersi gli effetti personali e di dar loro un nuovo alloggio e di non fare politica su Genova”.

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Subito la risposta: “Toninelli dovrebbe preoccuparsi di altro rispetto a quello che fa Toti. Dovrebbe occuparsi del suo ministero, visto che la composizione della commissione da lui nominata ruotano piu’ velocemente che in una partita di calcio”. Infine oggi la procura di Genova ha dato il via libera a partire con le operazioni di installazione dei sensori per il monitoraggio dei due tronconi del ponte rimasti in piedi dopo il collasso della campata centrale. Il nulla osta da parte della procura, contenuto in un documento inviato alla struttura del Commissario per l’emergenza, era un passaggio indispensabile per far partire i lavori, visto che l’area era posta a sequestro.

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