Berlusconi, fallita Opa Salvini. Poi bacchetta: “Senza FI non si governa”

Berlusconi, fallita Opa Salvini. Poi bacchetta: “Senza FI non si governa”
Silvio Berlusconi
23 settembre 2019

Alleati ma diversi. “Combattiamo insieme la battaglia del centrodestra ma non la battaglia sovranista”. Silvio Berlusconi definisce il campo e rimarca che “quello di Salvini, pur efficace, non e’ il nostro linguaggio, i nostri contenuti”. Insomma, se c’e’ stata “un’opa di Salvini su Forza Italia e’ fallita”, scandisce. Quindi, “blinda” Forza Italia rispetto all'”opa fallita” e avverte chi tra gli azzurri e’ tentato dalle sirene di Matteo Renzi: chi guarda a loro “e’ fuori” da Fi. Invece “sulla base di sondaggi e esperienze di buonsenso dico che gli italiani che possono seguirci sono tantissimi, molto piu’ di quelli delle attuali percezioni elettorali”, garantisce. E’ il riferimento a “quell’altra Italia che chiede soluzioni, non slogan e conflitto perenne”, fatta da “milioni e milioni di italiani che chiedono allo Stato di avere le condizioni per lavorare con certezze adeguate e senza continue invasioni di campo, protetti dagli abusi di un Fisco oppressivo e una giustizia arbitraria”. A questi italiani, all’area del non voto o di quello fuori delle formazioni maggiori, “noi dobbiamo parlare e far capire che e’ nel loro stesso interesse tornare al voto e scegliere Forza Italia”.

Rivendica i quarti di nobilta’ del socio fondatore, che stavolta fa pesare le sue quote, oltre al loro conteggio. Silvio Berlusconi, in sostanza, rimette il suo partito al centro della coalizione e ricorda, non troppo velatamente, che, in fin dei conti, e’ stato lui a sdoganare la destra prima e il leghismo poi. “Forza Italia non ‘fa parte’ del centrodestra, Forza Italia ‘e” il centrodestra, perche’ il centrodestra l’abbiamo fondato e senza noi cattolici e riformatori sarebbe solo una destra-destra che – avverte l’ex premier concludendo telefonicamente la convention di Antonio Tajani – non avrebbe i numeri per andare al governo e che, se per caso, li trovasse non sarebbe capace di governare”. Non cita i partiti ne’ i leader, ma Berlusconi e’ chiarissimo quando ricorda che “abbiamo dato cittadinanza a una destra democratica e al federalismo, inseriti in centrodestra europeo e credibile”. “E questo definisce con chiarezza il ruolo di Forza Italia”, scandisce.

“Rappresentiamo in Italia, con orgoglio, la piu’ grande famiglia politica europea, quella della democrazia e della liberta’ e continuiamo a credere nell’Europa ma pensiamo che sia possibile cambiarla solo dall’interno, con la famiglia dei Popolari”, avverte gia’ in premessa. “Il nostro futuro e’ dare di nuovo voce a un’Italia che al di fuori di noi non e’ rappresentata in politica in un’epoca di sovranismo, pauperismo e giustizialismo”, e’ la mission che Berlusconi espone agli ‘azzurri’ “proprio come nel ’94: anche allora sembrava che non ci fosse alternativa alla macchina da guerra della sinistra”. Ora si tratta di dire no “due Italie incattivite e contrapposte, quella del sovranismo e dello statalismo”. Gioca su due piani, il Cavaliere. Quello nei rapporti con gli alleati e quello interno. Ed e’ a tutti che l’ex premier ricorda che “non esiste sinistra liberale, e non credo che Renzi possa crearla, ne’ tantomeno soggetti che hanno spazio solo nel Palazzo della politica”.

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Nel concludere Atreju, la festa di FdI a Roma, Berlusconi rivendica la coerenza del suo partito a valori “sovversivi come Dio, Patria e famiglia”. Poi attacca duramente Giuseppe Conte (“un trasformista, maggiordomo di Francia e Germania”) che pure aveva parlato, il giorno prima, dal palco della kermesse di Fdi all’Isola Tiberina, e picchia duro sul governo sostenuto da M5S e Pd. Un esecutivo che per Giorgia Meloni e’ il frutto di “una oscena restaurazione partitocratica” e che “alle regionali prendera’ un ceffone”. E, nel rilanciare sull’elezione diretta del Capo dello Stato, appoggiata in pieno da Matteo Salvini, la leader di Fdi lancia agli alleati una proposta: “Chi vuole essere nostro alleato firmi un patto anti-inciucio e si impegni a rimanere in questa meta’ campo. Basta ambiguita’”.

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