Bis Kaczynski, in Polonia i sovranisti tornano a dominare Parlamento

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14 ottobre 2019

“Abbiamo motivi per gioire. Nonostante il fronte potente che si è schierato contro di noi, siamo stati in grado di vincere”. Jaroslaw Kaczynski non nasconde la sua soddisfazione. Il successo del suo Partito Diritto e Giustizia (Pis) alle elezioni parlamentari di ieri in Polonia non è mai stato in dubbio, ma la destra conservatrice del fratello dell’ex presidente polacco Lech Kaczynski, morto in un incidente aereo nel 2010, è andata oltre ogni aspettativa. Secondo i risultati quasi definitivi – dopo lo scrutinio del 91% delle schede -, il Pis ha ottenuto il 44,6% dei voti, pari a oltre 7 milioni e 230mila voti, in crescita rispetto alle elezioni di quattro anni fa, quando si fermò al 37,6%. Un risultato che per il Pis e la Destra Unita comporta la maggioranza assoluta della Sejm, il Parlamento di Varsavia, con 239 seggi su 460. Nulla da fare, invece, per la Piattaforma civica liberal-conservatrice del presidente uscente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ora guidata da Grzegorz Schetyna. Accreditata del 26% delle preferenze dai sondaggi della vigilia, ha rispettato le previsioni, ottenendo il 26,7% dei voti, confermandosi all’opposizione. Così come “La sinistra democratica” di Wlodzimierz Czarzasty, che entrerà in Parlamento con il 12,3%. Ultima formazione a superare la soglia di sbarramento dell’8% sarà infine il Partito popolare polacco (Psl), che ha ottenuto poco più di un milione di voti, pari all’8,63%.

“Abbiamo quattro anni di duro lavoro davanti a noi, perché la Polonia deve cambiare ulteriormente. E deve cambiare in meglio”, ha esultato Kaczynski già nella notte, quando la portata del suo successo è apparsa chiara a tutti. E il leader del Pis, con ogni probabilità ripartirà da dove ha lasciato, quel programma di ingenti spese sociali che gli ha assicurato il sostegno di piccole città e aree rurali. Allo stesso tempo, Diritto e Giustizia dovrà fare i conti con le preoccupazioni dell’Ue per la crescita dei populisti in Europa e con l’opposizione interna che ha spesso accusato il Pis di attaccare la magistratura, impegnarsi in una guerra culturale e, negli ultimi mesi, di usare la sua scuderia di media fedeli per lanciare una guerra contro “l’ideologia LGBT”, considerata “una minalla all’unità e alla morale della nazione”. Accuse che al momento non sembrano preoccupare più di tanto Mateusz Morawiecki, primo ministro polacco uscente, tecnocrate considerato vicino a Kaczynski: “Oggi il sole ha brillato come raramente ad ottobre. E spero che domani brillerà ancora di più. Questi risultati ci danno un enorme mandato popolare”, ha esultato. Ma se il Pis ha stravinto, la sinistra – nel suo piccolo – non ha perso. Dopo un’assenza di quattro anni, infatti, i partiti di sinistra torneranno in Parlamento. “Stiamo tornando!” ha commentato Robert Biedron, uno dei tre co-leader della sinistra, durante una manifestazione post-elettorale. “Stiamo tornando al punto in cui la sinistra polacca appartiene da sempre”. askanews

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