Bitcoin, maxi furto da 530 milioni

Bitcoin, maxi furto da 530 milioni
29 gennaio 2018

Dopo la conferma venerdi’ del maxi furto da 530 milioni di dollari in criptovalute Nem messo a segno ai danni di Coincheck, una delle maggiori piattaforme di scambio giapponesi, la piattaforma ha garantito che rimborsera’ i 260mila investitori di criptovaluta colpiti dal furto, coprendo l’80-90% del totale con i propri fondi. Mobilitate anche le autorita’ nipponiche di controllo finanziario. La Financial Services Agency (che venerdi’ aveva sospeso il commercio di tutte le criptovalute, tranne bitcoin) ha ordinato a Coincheck di presentare entro il 13 febbraio un rapporto sull’incidente e le misure per prevenirne altri, con la possibilita’ di ispezioni sul posto. Un portavoce del governo giapponese ha detto sempre oggi che a Coincheck verra’ anche chiesto di migliorare le sue pratiche commerciali. Secondo quanto riporta Reuters, Coincheck ha dichiarato che i Nem erano conservati in un “hot wallet” invece del “cold wallet”, offline e piu’ sicuro. Inoltre, il wallet non utilizzava un ulteriore livello di sicurezza noto come multi-signature system. Sempre Coincheck ha anche dichiarato che il furto “ha causato immenso disagio ai nostri clienti, ad altri scambi e alle persone in tutto il settore delle criptovalute. Vogliamo offrire le nostre piu’ profonde e umili scuse a tutti coloro che sono coinvolti”. Makoto Sakuma, ricercatore presso l’Istituto di ricerca NLI, interpellato da Reuters, ha dichiarato che questo incidente potrebbe infliggere un duro colpo agli scambi di criptovalute.

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“E’ stato a lungo affermato che le criptovalute sono un sistema solido, ma gli scambi di criptovalute non lo sono” ha detto. In termini di grandezza il furto a Coincheck puo’ essere messo in relazione solo con quello del 2014 a Mt Gox, che gestiva l’80% delle operazioni bitcoin mondiali. La piattaforma presento’ istanza di fallimento dopo aver il furto di 400 milioni di dollari in bitcoin. Piu’ di recente, lo scorso mese, una piattaforma di scambio di criptovalute sudcoreana e’ stato chiusa e dichiarata fallita dopo essere stato violata due volte. La Corea del Sud vietera’ ai commercianti di criptovaluta di utilizzare conti bancari anonimi per reprimere l’uso criminale di monete virtuali. La Cina ha ordinato la chiusura di alcune piattaforme, con l’obiettivo di contenere i rischi finanziari. Sempre il mese scorso, gli hacker hanno rubato piu’ di 70 milioni di dollari in bitcoin da NiceHash, piattaforma di trading di valuta digitale con sede in Slovenia. Proprio la scorsa settimana i leader mondiali riuniti a Davos avevano lanciato nuovi avvertimenti sui pericoli delle criptovalute.

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