Bolton chiede piano attacco a Iran, i timori del Pentagono. Reazione Usa dopo attacchi a Baghdad

Bolton chiede piano attacco a Iran, i timori del Pentagono. Reazione Usa dopo attacchi a Baghdad
Il Pentagono, ll'edificio sede del quartier generale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d'America.
14 gennaio 2019

Alcuni funzionari del Pentagono hanno espresso il profondo timore che il Consigliere della sicurezza nazionale del presidente Trump, John R. Bolton, possa scatenare un conflitto con l’Iran in un momento in cui Donald Trump sta perdendo forza in Medio Oriente, anche a seguito della sua decisione di ritirare le truppe statunitensi dalla Siria.

Timore alimentato dalle indiscrezioni della stampa statunitense secondo cui Bolton l’anno scorso ha chiesto ai vertici militari statunitensi di preparare piani di attacco aereo all’Iran, destando preoccupazione anche al dipartimento di Stato. Secondo il Wall Street Journal, la richiesta è arrivata dopo un attacco con mortaio lanciato da un gruppo collegato all’Iran sui quartieri diplomatici di Baghdad, che ospitano anche l’ambasciata di Washington.

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Il Consiglio di sicurezza nazionale guidato da John Bolton – ha riferito in particolare il quotidiano – ha avanzato “la richiesta al Pentagono di fornire alla Casa Bianca delle opzioni militari per colpire l’Iran”. Nonostante il Pentagono abbia sviluppato progetti per un possibile attacco aereo, secondo il quotidiano, non è comunque chiaro se essi siano già stati condivisi con la Casa Bianca. Ma in una riunione del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, il vice consigliere Mira Ricardel ha definito gli attacchi in Iraq un “atto di guerra” ed ha chiesto una risposta decisiva degli Stati Uniti. Da quando Bolton è subentrato ad H. McMaster nello scorso mese di aprile, ha intensificato la politica di isolamento e pressione sull’Iran voluta dall’amministrazione, sulla scia di un sentimento anti-iraniano risalente al periodo in cui era al servizio dell’amministrazione di George W. Bush.

E proprio Bolton – ricorda oggi il New York Times – è stato tra i principali persuasori di Trump, riguardo al ritiro degli Stati Uniti dall’accordo sul programma nucleare firmato dalle grandi potenze con Teheran nel 2015. Inascoltati, presso la Casa Bianca, sono rimasti invece i suoi appelli a mantenere una presenza militare americana nella Siria nord-orientale per contrastare l’influenza iraniana, cosa che Bolton aveva promesso di fare solo poche settimane prima che il presidente annunciasse a sorpresa il ritiro delle truppe.

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E se al dipartimento della Difesa c’è chi ha espresso la propria preoccupazione per la posizione di Bolton nei confronti dell’Iran, in altri ambienti dell’amministrazione si sono levate voci a sostegno del consigliere di Trump. Nel chiedere opzioni militari, Bolton sta semplicemente facendo il suo lavoro, ha sottolineato ad esempio il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, Garrett Marquis. “Il Consiglio coordina la politica e offre al presidente opzioni per anticipare e rispondere a una varietà di minacce”, ha commentato.

Funzionari del Pentagono, da parte loro, hanno sottolineato che comunque non è insolito per il dipartimento della Difesa redigere piani militari per la Casa Bianca. “Il dipartimento della Difesa è un’organizzazione di pianificazione e fornisce al presidente opzioni militari per una varietà di minacce”, ha dichiarato il colonnello Rob Manning, portavoce del Pentagono, precisando che le attività del dipartimento includono “la revisione e l’aggiornamento di piani e attività per affrontare una serie di minacce, comprese quelle poste dall’Iran, al fine di scoraggiare e, se necessario, rispondere all’aggressione”. askanews

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