Boom di Farage nei sondaggi, panico a Londra e Bruxelles

Boom di Farage nei sondaggi, panico a Londra e Bruxelles
Nigel Farage
13 maggio 2019

In Gran Bretagna, i mesi di acceso scontro politico sul divorzio dall’Ue hanno giovato a uno solo, il neonato partito pro-Brexit dell’ultranazionalista Nigel Farage. Almeno a guardare due nuovi sondaggi ad appena due settimane dal voto del 23 maggio. In uno addirittura il Brexit Party risulta ottenere piu’ voti che i laburisti e i conservatori messi insieme. Uno scenario che getta nello sconforto i due maggiori partiti britannici – i laburisti di Jeremy Corbyn, ma soprattutto i conservatori della premier-anatra zoppa Theresa May – non senza destare qualche moto di panico a Bruxelles. Proprio Farage, in una combattiva intervista alla Bbc se l’e’ presa pesantemente con il giornalista, accusandolo di essere “ridicolo” e voler ignorare questo dato e le imminenti elezioni europee.

Farage e’ saltato su perche’ il giornalista, Andrew Marr, gli faceva domande sul Servizio sanitario nazionale o sul riscaldamento climatico (se fosse ancora convinto che e’ “la cosa piu’ stupida al mondo”). E lui e’ sbottato: “Siamo di fronte a uno dei piu’ grandi cambiamenti nella politica che sia mai accaduto e non ne sei affatto interessato. Ma cosa c’e’ di sbagliato con la Bbc? Cosa c’e’ di sbagliato? Sono andato in giro ogni sera a parlare a comizi affollati e sai chi non c’era mai? La Bbc. E lo conferma il tipo di domande che mi stai facendo. Nella mia vita non ho mai visto un’intervista piu’ ridicola di questa. Non siete pronti a parlare di quello che sta succedendo in questo Paese”. L’intervista che ha visto Farahe cosi’ accalorarsi ha coinciso con due sondaggi-choc, che hanno mostrato come il Brexit Party sia lanciato verso una clamorosa vittoria.

Del resto i conservatori, all’inizio di maggio hanno gia’ subito un duro colpo alle elezioni locali in Inghilterra, perdendo quasi 1.300 consiglieri. Secondo un sondaggio del Guardian, il Brexit Party si assicura il 34% delle intenzioni di voto contro il 21% dei laburisti e il 12% dei liberaldemocratici (gli unici a sostenere apertamente la permanenza in Europa). In caduta libera i conservatori di Theresa May, con appena l’11% delle intenzioni di voto. Appena qualche settimana fa, Brexit Party e Laburisti erano appaiati attorno al 28%. L’altro sondaggio vede il partito di Farage al 20% contro il 27% dei laburisti e il 19% dei conservatori, che escono comunque con le ossa rotte da questi mesi di guida incerta sulla Brexit.

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Quest’ultimo sondaggio, condotto tra piu’ di 2.000 persone nei giorni scorsi, e’ stato commissionato da Brexit Express, un gruppo creato da conservatore, Jeremy Hosking, che ha donato 200 mila sterline (230 mila euro) per sostenere Farage. La paralisi politica che per settimane ha tenuto in stallo il Paese ha chiaramente distorto il dibattito. I conservatori, a disagio nel dover chiedere il voto per il Parlamento europeo ad appena tre anni dal referendum per uscire dall’Ue, non hanno neppure presentato il programma. Corbyn non riesce a formulare una proposta chiara, tantomeno a dire che occorre rimanere nell’Ue. E chi ne ha guadagnato e’ stato Farage con un semplice messaggio: il Paese -ha ribadito anche oggi – e’ stato “tradito” sia dai conservatori che dai laburisti.

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