In Brasile nasce la prima clinica per “malati di telefonino”. I sintomi sono preoccupanti, parla l’esperta

In Brasile nasce la prima clinica per “malati di telefonino”. I sintomi sono preoccupanti, parla l’esperta
8 novembre 2017

Si chiama nomofobia, no mobile phobia, un termine che indica la paura incontrollata di rimanere disconnessi da internet. È un’angoscia che affligge la popolazione del pianeta in quasi ogni latitudine, e il Brasile, con 120 milioni di utenti attivi sul web, quarto paese più connesso al mondo, non fa eccezione. Proprio nel gigante sudamericano è stata da poco inaugurata la prima clinica per la disintossicazione digitale. All’Istituto Delete, a Rio de Janeiro, si sono presentate persone di tutte le età, ma soprattutto giovani, come L.L. 29 anni. La sua passione per la tecnologia è finita per diventare una dipendenza che ha compromesso gli affetti e altri interessi. “Il problema dell’uso intensivo di Internet è che si lasciano da parte molte altre cose. Si crea distanza con la famiglia, gli studi, il lavoro, diventa un circolo vizioso”, ha spiegato questo studente che da settembre frequenta la clinica. “Angoscia, ansia, nervosismo sono i sintomi della nomofobia che si manifesta ad esempio quando si scorda il telefonino a casa e ci si sente costretti a tornare a prenderlo”, ha spiegato Anna Lucia King, psicologa e fondatrice dell’istituto Delete. I sintomi sono preoccupanti, perché quasi nessuno di noi ne è esente. “C’è chi ha diversi cellulari per la paura che si scarichino o più batterie – ha spiegato lo psichiatra Antonio Nardi – e se il telefono non suona lo cercano subito con un altro apparecchio. Se qualcuno non legge il messaggio che è stato loro inviato queste persone si sentono perdute e cominciano a mandare altri messaggi. E’ il genere di casi tipici della dipendenza da smartphone”. L’obiettivo della clinica non è demonizzare le nuove tecnologie, ma favorirne un utilizzo meno maniacale. “Mi è stato consegnato un documento su come comportarmi a casa. Ad esempio, provare a non guardare il telefono mentre vedo un film in tv. Ho spento il wi-fi e questo mi ha aiutato”, ha raccontato Mariana Alves, 19 anni. I trattamenti sono gratuiti e già 800 persone da settembre sono passate dalla clinica. La fine del trattamento non garantisce l’immunità dall’ossessione per le tecnologie. Ma le porte del Delete de Rio sono sempre aperte.

 

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