Brexit-Cina nel menù al Colle, raccordo Conte-Mattarella per Ue

Brexit-Cina nel menù al Colle, raccordo Conte-Mattarella per Ue
Sergio Mattarella e Giuseppe Conte
14 marzo 2019

La Brexit sopra ogni altra cosa nella colazione di lavoro oggi al Quirinale tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la delegazione del governo guidata dal premier Giuseppe Conte. Un confronto consueto prima dello svolgimento del Consiglio europeo. Un incontro che da sempre tratta i temi principali oggetto dei summit europei e che quindi, come si apprende, ha affrontato (oltre alla Brexit) anche l’altro tema di attualità – che in questo caso vede direttamente coinvolta l’Italia – quello del memorandum che sarà a breve firmato tra il nostro Paese e la Cina. Un tema, i rapporti con Pechino, che tocca nel suo complesso l’Unione europea e di conseguenza gli Stati Uniti, da sempre partner di riferimento assoluto del Vecchio Continente.

Nel corso della colazione, secondo quanto riferito, si è fatto presente che il memorandum italiano è molto meno pregnante di tanti altri siglati bilateralmente da altri paesi europei (soprattutto dell’Est europeo). Le regole di ingaggio italiane riguardo agli accordi con la Cina sono peraltro, é stato sempre sottolineato, molto più severe e stringenti del documento nei giorni scorsi varato dall’Unione Europea. La posizione del governo nel suo insieme – una coalizione quella composta da Lega e M5S sempre in fibrillazione, con spesso atteggiamenti divergenti – che non ha registrato tra i ministri accenti molto diversi tra loro. Detto questo tutti si sono mostrati consapevoli del fondamentale, importante rapporto del nostro Paese (e dell’Ue) con gli Usa. Si è guardato nel corso dell’incontro con attenzione alla posizione degli Stati Uniti – perplessi di fronte all’iniziativa italiana – ricordando però che il famoso 5G, tema di scontro anche geopolitico tra Usa e Cina, non è compreso nel memorandum.

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In ogni caso la maggior parte del pranzo è stato dedicato alla Brexit, che vedrà in queste ore impegnato in una fondamentale scelta il Parlamento britannico. Un tema affrontato con priorità visto che questo sarà l’argomento principale del prossimo Consiglio europeo. Naturalmente il governo italiano, viene sottolineato, è in attesa di capire gli sviluppi. Tuttavia si stanno predisponendo dei provvedimenti qualora la Brexit sia hard, no deal senza cioé un accordo con l’Unione europea. Sulla Cina nel corso del pranzo è stato fatto presente che il memorandum che l’Italia si appresta a firmare è molto meno pregnante di tanti altri siglati bilateralmente da altri paesi europei.

Le regole di ingaggio italiane riguardo agli accordi con la Cina, è stato peraltro sempre sottolineato, sono molto più severe e stringenti del documento di giorni scorsi dell`Unione Europea, nel quale Bruxelles ha sollecitato i Paesi membri ad avere una piena unità di intenti nei rapporti verso Pechino. Secondo quanto riferito non ci sono stati accenti molto diversi tra i ministri sulla questione. Naturalmente, è emerso allo stesso tempo, si guarda con attenzione alla posizione critica degli Stati Uniti anche se, è stato ricordato, il famoso 5G non riguarda il memorandum. Infine il governo ha parlato in termini molto generali di cosa fare se Francia e Germania rilanciassero l`unione bancaria e finanziaria.

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