Brexit, Johnson pronto a usare l’arma delle elezioni anticipate

Brexit, Johnson pronto a usare l’arma delle elezioni anticipate
Boris Johnson
3 settembre 2019

Il primo ministro britannico Boris Johnson è pronto a usare le maniere dure: se sconfitto oggi dai parlamentari che si oppongono a una Brexit a qualunque costo, anche senza accordo con l’Ue, andrà a elezioni anticipate. Lo sostiene la BBC, dopo che Johnson ha dichiarato di non volere il voto, ma che un “no” dei parlamentari alal Brexit senza aoccordo renderebbe “impossibile” l’accordo stesso. Secondo la rete pubblica britannica, il governo metterà in campo una mozione per il voto il 14 ottobre, nel caso andasse sotto in parlamento. Johnson si trova di fronte al rischio che parlamentari “ribelli” conservatori, contrari al “no-deal”, possano unire il loro voto all’opposizione per fermare l’uscita dall’Ue il 31 ottobre e costringere il primo ministro a richiedere una dilazione fino al 31 gennaio 2020.

Parlando di fronte a Downing Street, Johnson ha insistito che, se avrà mano libera con un sì anche alla Brexit senza accordo, potrà ottenere un miglioramento dell’accordo negoziato dall’ex premier Theresa May, respinto dalla Camera dei Comuni, nel summit Ue del 17 ottobre. In questo senso, ha assicurato Johnson, nelle ultime settimane ci sono stati dei progressi nella trattativa. Ma, se i parlamentari votassero contro, questo sarebbe come “segare i piedi sotto la posizione della Gran Bretagna”. Il primo ministro ha detto di non volere il voto. “Io non voglio le elezioni e voi non volete le elezioni”, ha detto rivolgendosi ai parlamentari. “Lasciate che proseguiamo – ha continuato – con l’agenda del popolo, combattendo il crimine, migliorando il servizio sanitoria, rafforzando le scuole, tagliando il costo dlel avita e sbloccando il talento e le opportunità nell’intero Regno unito”.

L’appello di Johnson cade in un momento in cui i parlamentari anti-Brexit dura, in maniera trasversale tra i partiti, si preparano a presentare domani una mozione, in base a una specifica norma dei Comuni che consente di richiedere dibattiti urgenti. La laburista Hilary Ben ha reso noto il contenuto della mozione: se approvata, imporrebbe al primo ministro di chiedere una dilazione della Brexit fino al 31 gennaio 2020, a meno che non venisse approvato un nuovo accordo o vi fosse un voto dei Comuni a favore dell’uscita senza accordo entro il 19 ottobre. I Tory ribelli, se dovessero votare a favore di questa mozione, rischiano l’espulsione, sono stati avvertiti. Ma diversi esponenti, anche di vaglia, si sono espressi contro la Brexit senza accordo. askanews

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