Brexit, si passa alla seconda. May: “Passo importante”

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15 dicembre 2017

I leader dell’Unione europea a 27 hanno confermato che ci sono stati “progressi sufficienti” nella prima fase dei negoziati sulla Brexit e hanno dunque dato il via libera all’avvio della seconda fase sulle relazioni future e il periodo transitorio. “I leader Ue hanno dato il loro accordo a a passare alla seconda fase”, ha scritto il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, in un tweet. “Congratulazioni al primo ministro Theresa May”, ha aggiunto Tusk. Le discussioni tra Ue e Regno Unito sul periodo transitorio dovrebbero iniziare a gennaio, mentre quelle sull’accordo di libero scambio chiesto da Theresa May saranno rinviate a marzo. Il primo ministro britannico, Theresa May, ha accolto con favore la decisione dei leader dell’Unione Europea di aprire i cruciali negoziati post-Brexit con la Gran Bretagna e ha voluto ringraziare la Commissione Europea e i presidenti dell’Ue. “Oggi è un passo importante sulla strada per fornire una Brexit regolare e ordinata e forgiare il nostro profondo e speciale futuro partenariato”, ha dichiarato May su Twitter, ringraziando il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e il presidente Ue Donald Tusk. La cancelliera tedesca Angela Merkel e’ “molto ottimista” sul futuro andamento dei negoziati per la Brexit. “Finora – ha aggiunto – i 27 hanno lavorato in modo positivo e unitario” sulla questione. Meno ottimista Paolo Gentiloni, secondo il quale, la discussione sulla seconda fase di Brexit “sara’ molto complicata”. “E’ apprezzabile la buona volonta’ con cui il governo inglese si e’ atteggiato nel negoziato” ha aggiunto il premier, ma “non sara’ un regalo” per Londra. Ecco gli elementi di base dei nove punti delle linee guida per i nuovi negoziati preparate da Bruxelles.

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Rendere la prima fase effettiva – L’accordo autorizza il negoziatore Ue per la Brexit Michel Barnier a passare alla prossima fase dei negoziati ma avverte che questa non potrà avanzare se gli impegni concordati con Londra la settimana scorsa non saranno “rispettati in toto e tradotti fedelmente in termini legali”. L’Ue ha espresso preoccupazione quanto ad una possibile marcia indietro britannica sull’accordo della prima fase dopo che il ministro britannico per la Brexit David Davis ha lasciato intendere che l’accordo possa non essere legalmente vincolante.

Periodo di transizione – L’Ue “prende atto” della proposta britannica per un periodo di transizione di due anni dal giorno della Brexit, 29 marzo 2019, ma afferma che la durata dovrà essere rinegoziata. I colloqui su un accordo di transizione dovrebbero prendere il via a gennaio.

Nessun ruolo nelle istituzioni Ue – Durante il periodo di transizione, l’Ue afferma che la Gran Bretagna non potrà “partecipare, nominare o eleggere membri nelle istituzioni Ue” né prendere parte a nessun processo decisionale.

Regolamenti Ue si applicano durante transizione – L’Ue afferma che tutti gli “strumenti regolamentari, budgettari, di supervisione e giudiziari” saranno applicati a Londra durante la transizione. Il che significa che la Gran Bretagna dovrà versare il suo contributo al budget europeo e sottoporsi alle sue direttive -anche quelle nuove – senza poter avere voce in capitolo a Bruxelles.

Gb ancora sottoposta a Corte giustizia – Le linee guida Ue affermano che durante il periodo di transizione, Londrà dovrà ancora attenersi alle sentenze della Corte europea di Giustizia. Lasciare la Corte era una delle richieste chiave dei pro-Brexit convinti che sia di primaria importanza per “riprendere il controllo”.

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Libertà di movimento – Londra dovrà rimanere all’interno del mercato unico e nell’unione doganale durante la transizione e l’Ue afferma che ciò significa che deve rispettare le “quattro libertà” – fra cui la libertà di movimento dei cittadini europei.

Commercio – L’Ue afferma che la Gran Bretagna dovrà continuare a conformarsi alla politica commerciale europea durante la transizione, comprese le tariffe da Stati non Ue.

Maggiore chiarezza – Bruxelles ha ripetutamente lamentato il fatto che Londra non sia stata chiara su quello che vuole dalla Brexit e le linee guida sollecitano la Gran Bretagna a “fornire chiarezza sulla sua posizione in merito alle relazioni future”.

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