Bufera procure: Spina si dimette dal Csm, Palamara si autosospende dall’Anm

Bufera procure: Spina si dimette dal Csm, Palamara si autosospende dall’Anm
1 giugno 2019

Si e’ dimesso dal Csm il consigliere Luigi Spina, capogruppo di Unicost a Palazzo dei Marescialli, indagato dalla Procura di Perugia per rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento personale nell’ambito dell’inchiesta sull’ex presidente dell’Anm Luca Pamalara, accusato di corruzione. Ieri Spina si era autosospeso dai suoi incarichi di consigliere nell’organo di autogoverno dei giudici.

Intanto, Palamara si auto sospende dall’Associazione nazionale magistrati. “Sono certo di chiarire i fatti che mi vengono contestati – scrive il pm romano al presidente dell’Anm Pasquale Grasso -. Il mio intendimento ora e’ quello di recuperare la dignita’ e l’onore e di concentrarmi esclusivamente sulla difesa nel processo di fronte a tali infamanti accuse. Per tali ragioni mi assumo la responsabilita’ di auto sospendermi dal mio ruolo di associato con effetto immediato”. “Sono pero’ sicuro – aggiunge Palamara che dell’Anm e’ stato presidente – che il tempo e’ galantuomo e riuscira’ a ristabilire il reale accadimento dei fatti”.

Nella bufera irrompe il Comitato di presidenza del Consiglio superiore della magistratura, secondo cui, “si impone oggi un confronto responsabile tra tutti i componenti per la forte riaffermazione della funzione istituzionale del CSM a tutela dell’intera Magistratura”. E così il Comitato di presidenza del Csm annuncia la convocazione di un Plenum straordinario per martedi’ 4 giugno, alle ore 16.30, “nel corso del quale verra’ anche preso atto delle sopravvenute dimissioni del Consigliere Luigi Spina”, indagato a Perugia.

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L’Anm, dal canto suo, esprime preoccupazione per le notizie che si riferiscono all’inchiesta di Perugia che evidenziano anche rapporti tra alcuni consiglieri del Csm e politici. Dice l’Assoziazione nazionale magistrati: “Gli accadimenti e le frequentazioni riferiti dagli organi di stampa, sotto il profilo etico e deontologico, costituiscono una grave violazione commessa da parte di chi, in attuazione delle norme costituzionali, ha la responsabilita’ di far parte” del Csm e “sono in palese contrasto con i principi e i valori che orientano i magistrati nel loro operare quotidiano”. La presa di posizione dell’Anm e’ contenuta in una lunga nota la cui premessa e’ l'”estrema attenzione, inquietudine e forte preoccupazione con cui l’ Anm sta seguendo le notizie di stampa che si susseguono sull’ inchiesta di Perugia.

Si delinea, “il verificarsi di condotte il cui rilievo penale o disciplinare e’ rimesso alla valutazione degli organi competenti. Gli accadimenti e le frequentazioni riferiti dagli organi di stampa, tuttavia, sotto il profilo etico e deontologico, costituiscono una grave violazione commessa da parte di chi, in attuazione delle norme costituzionali, ha la responsabilita’ di far parte del Governo Autonomo della magistratura e sono in palese contrasto con i principi e i valori che orientano i magistrati nel loro operare quotidiano”. L’Anm reagisce “con forza a ogni distorsione che tenti di minare il corretto svolgimento dell’attivita’ consiliare e, con esso, l’autorevolezza e la credibilita’ dell’Istituzione le cui regole e prerogative sono garanzia della indipendenza della magistratura e tutela dei diritti dei cittadini”. L’Anm “ritiene sia necessario avviare, all’interno della magistratura, una ampia e diffusa riflessione sulla necessita’ di apprestare presidi ancora piu’ forti rispetto al rischio di condizionamento e di distorsione del fisiologico percorso istituzionale che deve necessariamente essere rispettato per l’assunzione di tutte le decisioni del Consiglio Superiore della Magistratura”.

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Un altra nota arriva dal presidente e dal segretario di UnIcost, Mariano Sciacca ed Enrico Infante, riferendosi sempre all’inchiesta di Perugia che ha coinvolto due esponenti della corrente, Luca Palamara, pm a Roma ed ex presidente dell’Anm e Luigi Spina, consigliere del Csm. ”Ai colleghi Spina e Palamara, iscritti a Unità di Costituzione, ai quali auguriamo di potere chiarire tutto tempestivamente, chiediamo di assumersi le rispettive responsabilità politiche, adottando le decisioni necessarie delle dimissioni dall’istituzione consiliare e dalla corrente – scrivono Sciacca e Infante -. A di là delle polemiche e delle strumentalizzazioni, Unità per la Costituzione, ma ancor prima ciascuno dei suoi associati, non possono accettare la perdita di credibilità davanti ai colleghi e ai cittadini. Riteniamo che questa non sia vuota retorica, ma sostanza – sottolineano Sciacca e Infante – Ci aspettiamo quindi che, pur in una fase delle indagini ancora iniziale e soggetta alle successive verifiche e sempre augurandoci che non sia così come sembra, vi siano già da ora elementi tali da imporre una serie di determinazioni al gruppo che intende, in tal modo, assumere la propria responsabilità politica senza sconto alcuno”.

In campo anche magistratura indipendente. La corrente conservatrice delle toghe, si riunira’ sabato 8 giugno “per una franca discussione ed una seria riflessione” sulle vicende che vedono coinvolti ma non indagati anche i suoi consiglieri al Csm Corrado Cartoni e Antonio Lepre. Mi, rinvia ad allora “ogni presa di posizione” evidenziando “la gravita’ di alcuni fatti ove accertati e anche la strumentalizzazione di alcuni organi di stampa nell’accostare vicende diverse e non collegate tra loro e la grande ipocrisia che emerge da alcune reazioni all’interno della magistratura”.

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