Buoni pasto, un giro d’affari da 3 miliardi di euro

Buoni pasto, un giro d’affari da 3 miliardi di euro
11 luglio 2018

Un giro d’affari per circa tre miliardi, la cui filiera rappresenta lo 0,72% del PIL Italiano, con circa 190mila addetti tra lavoro diretto e indiretto. Sono gli elementi identificativi della comunità produttiva e economica che dal vita al mondo dei “buoni pasto” emersi nel corso di un incontro organizzato da Anseb, l’Associazione nazionale società emettitrici buoni pasto che raggruppa l’80% di tutto il mercato italiano.

I dati emersi durante i lavori degli “Stati Generali del Buono Pasto in Italia” chiariscono l’importanza del settore: sono circa 2,4 milioni i lavoratori che oggi usufruiscono dei buoni pasto, di cui 1,6 milioni nel settore privato e 900mila nel settore pubblico. Il 40% dei lavoratori che pranza fuori casa per lavoro usa il buono pasto, che viene utilizzato nel 70% dei casi in bar, gastronomie e ristoranti e, per il restante 30%, nella grande distribuzione. La detassazione del buono pasto elettronico in vigore dal 1° luglio 2015 ha comportato un “guadagno” per il lavoratore di 1,71 euro a pasto; circa 380/400 euro all’anno. Gli esercizi convenzionati sono circa 150mila e si stima che il 40% dei loro introiti derivino dall’utilizzo del buon pasto da parte dei lavoratori per una pausa pranzo sana e nutriente.

“Il mercato del buono pasto in Italia è solido e sempre più moderno – ha affermato Emmanuele Massagli , presidente Anseb – I principali centri di ricerca dedicati al welfare confermano come il buono pasto sia benefit preferito dai lavoratori. La defiscalizzazione fino a 7 euro del voucher elettronico, entrata in vigore tre anni fa, sta conseguendo i risultati sperati: tecnologizzazione dei servizi, diminuzione degli abusi, velocizzazione dei tempi di pagamento agli esercenti, maggiore reddito in tasca ai lavoratori. Sarebbe però un errore fermarsi a questo punto: l’obiettivo di Anseb è quello di dialogare con il legislatore, i sindacati, i piccoli esercenti, la grande distribuzione, le imprese clienti e i consumatori, affinché questo mercato sia sempre più fluido, trasparente ed efficiente”.

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