Cala il sipario sui Pupi. E muore un ‘pezzo’ di Sicilia

18 febbraio 2014

Dopo quarantacinque anni chiude il teatro Ippogrifo a Palermo. Quando in Sicilia i più prestigiosi teatri sono paralizzati da carenza di risorse economiche, non dovrebbe fare notizia la chiusura di un piccolo teatro di marionette; ma “l’Opera dei Pupi” è molto più di un semplice intrattenimento per bambini. La tradizione tutta siciliana dei Pupi è infatti uno “spettacolo” con grande valenza didattica che, quando televisione e computer non esistevano, insegnava facendo sognare. SiciliAntica crede fermamente che non debba andare perduto tale patrimonio di cultura immateriale, riconosciuto peraltro anche dall’Unesco; ma cosa si può fare per mantenere in vita una tradizione per certi versi anacronistica? Se non basta portare le scuole agli spettacoli, perché non portare i Pupi a scuola?

La scuola italiana in questi ultimi anni ha subito una convulsa informatizzazione: i computer hanno preso il posto dei libri di testo, le LIM quello delle lavagne, persino i registri sono adesso on-line! Gli stessi programmi e le materie hanno subito una modernizzazione esasperata, si pensi alla materia “applicazioni tecniche”, che forniva indispensabili strumenti di manualità, trasformata in “tecnologia” puramente teorica. L’educazione artistica è diventata “arte e immagine” e propone “slide” di opere lontane nello spazio e nel tempo, con una freddezza che nulla lascia nell’animo del ragazzo.

SiciliAntica ritiene che introducendo nei programmi interdisciplinari delle scuole siciliane l’“Opera dei Pupi”, si potrebbe arginare l’ “epidemia informatica”: proviamo a immaginare gli studenti alla prese con la creazione dei Pupi: pittura, scultura, modellistica, arte del tessuto, dei metalli, ebanisteria, scenografia, sono solo alcune delle tante competenze che verrebbero stimolate. Per non parlare della “messa in scena” che impegnerebbe gli alunni nello studio della storia e della letteratura. Certo sarebbe una scelta coraggiosa e soggetta a critiche, ma se provassimo a riappropriaci delle nostre mani e a pensare con le nostre menti, anziché usare esclusivamente il mouse e google, forse i nostri figli crescerebbero un po’ meno “pupi”! www.tafter.it

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*Presidente di SiciliAntica

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