A Cannes 19 film in gara, Almodovar e Loach oltre Bellocchio

Loading the player...
19 aprile 2019

Ci sarà anche “Il traditore” di Marco Bellocchio fra i film in concorso a Cannes. Il suo Tommaso Buscetta, interpretato da Pierfrancesco Favino, sarà in gara contro opere come “Dolor y Gloria” di Pedro Almodovar, qualche anno fa presidente di giuria, “Sorry We Missed You” di Ken Loach, “A Hidden Life” che segna il ritorno di Terrence Malick. E poi ancora i fratelli Dardenne, Xavier Dolan, Jim Jarmusch che col suo zombie movie “The Dead Don’t Die” aprirà il festival.

Sarà un festival fra glamour e politica ha detto Thierry Frémaux, delegato generale del Festival di Cannes. “Ci sono sempre film d’artisti ed è dovere del Festival mostrarli. E poi ci sono film politici perché anche in quel caso c’è il dovere di dire ‘diamo cinema e diamo notizie da tutto il mondo’. E poi c’è tuta la dimensione del piacere, del glamour, della fantasia, della festa e della celebrazione”. Celebrazioni che quest’anno saranno tutte per Agnès Varda, regista belga scomparsa recentemente a cui il festival rende omaggio, a partire dalla locandina.

BELLOCCHIO: “IL TRADITORE FILM CIVILE CHE OGNI RETORICA”

“Si e’ sempre in compagnia di grandi maestri, anche se poi, magari vincono i piccoli film. Sono contento di partecipare, ma si va avanti. Il concorso e’ una gara e posso solo accettarla, cercando di fare il piu’ bel film possibile e correndo per finirlo, perche’ c’e’ veramente poco tempo”. Cosi’ Marco Bellocchio ha commentato la candidatura al festival di Cannes del suo film sul primo pentito di mafia, Tommaso Buscetta. ‘Il traditore’, interpretato da Pierfrancesco Favino, l’unica pellicola italiana in lizza per la Palma d’oro se la vedra’ con rivali del calibro di Pedro Almodovar, Ken Loach e, tra gli altri, i fratelli Dardenne.

Leggi anche:
Conte a Norcia contestato dai terremotati. Dubbi di costituzionalità sul dl sicurezza

Seduto con il suo produttore Beppe Caschetto (“e’ lui che ha avuto l’idea del film, pronunciando il nome “Buscetta”) nella sede di Rai Cinema, che ha coprodotto il film con Kavac Film, Ad Vitam production, Match factory production e i brasiliani di Gullane (“essere a Cannes con un film di questo calibro e’ gia’ una vittoria”, ha chiosato l’ad di Rai Cinema Paolo Del Brocco) il regista, che non era nel concorso principale di Cannes da dieci anni, quando partecipo’ con ‘Vincere’, ha spiegato che ‘Il traditore’ si avvicina in qualche modo al suo ‘Buongiorno notte’ sul rapimento Moro. “I personaggi si chiamano con il loro veri nomi, ma lo sguardo e’ piu’ esposto, all’esterno, i protagonisti sono spesso in pubblico, per esempio nel gran teatro del Maxiprocesso di Palermo dove abbiamo avuto la fortuna di girare e in altri teatri di altri processi con un copione diverso, pur essendo i personaggi spesso ripresi a distanza ravvicinata, trascurando pero’ quei tempi psicologici, quelle nevrosi e psicosi ‘borghesi’ che sono state spesso la materia prima di molti film che ho fatto in passato”.

Bellocchio ha raccontato di essere stato illuminato sul tema del tradimento dalla lettura del libro di Amos Oz ‘Giuda’, spiegando pero’ che nel suo film non c’e’ condanna: “E’ un film ‘aperto’, come si diceva una volta, che ha una sua complessita’”. Lo giudica anche “un film civile, di denuncia sociale, (l’uscita nelle sale il 23 maggio, nell’anniversario della strage di Capaci non e’ un dettaglio, ndr), che evita pero’ ogni retorica e ideologia”.

Leggi anche:
A Cannes i fratelli Dardenne sul red carpet per "Le Jeune Ahmed"

Per realizzare il suo film, Bellocchio ha studiato parecchio, si e’ dedicato a un’inchiesta su quel periodo, ascoltando anche chi l’ha vissuto come il giornalista Francesco La Licata che ha collaborato alla sceneggiatura, e personaggi delle istituzioni. “Tutti conosciamo quel periodo dai libri e dai giornali – ha detto ai giornalisti – ma parlarne con i protagonisti e’ diverso, rende preziosissimi anche dei piccoli dettagli. Il film riservera’ in questo senso molte sorprese, a partire dalle scene nell’aula bunker”. Belloccio ha lavorato anche molto sul linguaggio siciliano. “Ho scoperto in questo film, sempre da dilettante, il siciliano – ha detto il cineasta – lingua meravigliosa spesso storpiata, ridicolizzata, caricaturizzata anche dal nostro cinema e della nostra tv”.

REGISTI E FILM IN GARA PER LA PALMA D’ORO

Pedro Almodovar con ‘Pain & Glory’; – Marco Bellocchio con ‘Il traditore’; – Jim Jarmusch con ‘The Dead Don’t Die’; – Xavier Dolan con ‘Matthias & Maxime’; – Ken Loach con ‘Sorry We Missed You’; – Terrence Malick con ‘Hidden Life’; – Celine Sciamma con ‘Portrait Of A Lady On Fire’; – Mati Diop con ‘Atlantique’; – Justine Triet con ‘Sibyl’; – Elia Suleiman con ‘It Must Be Heaven’; – Ira Sachs con ‘Frankie’; – Kleber Mendonca Filho e Juliano Dornelles con ‘Bacurau’; – Corneliu Porumboiu con ‘The Whistlers’; – Ladj Ly con ‘Les Miserables’; – Diao Yinan con ‘The Wild Goose Lake’; – Bong Joon-ho con ‘Parasite’; – Jean-Pierre Dardenne e Luc Dardenne con ‘Young Ahmed’; – Arnaud Desplechin con ‘Oh Mercy!’; – Jessica Hausner con ‘Little Joe’.

Leggi anche:
Bocelli agli studenti a Napoli: "Impegnatevi a produrre bellezza"
Segui ilfogliettone.it su facebook

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@ilfogliettone.it



Commenti