Casarini, il rivoluzionario di professione: dai social forum ai barconi

Casarini, il rivoluzionario di professione: dai social forum ai barconi
L'ex leader no global Luca Casarini
19 marzo 2019

Rispunta Luca Casarini. Un personaggio dai mille volti e che non ha perso ma l’occasione di far parlare di sé. Scontri di piazza, mischie con la Polizia, quella che veniva definita resistenza a mani nude, sono stati i principali scenari in cui lo storico leader dei No Global s’è sempre mosso con destrezza. E, ora, come “Mandrake”, alla vigilia del voto in Senato sul caso Diciotti-Salvini, il cinquantaduenne veneto, va a soccorrere una cinquantina di immigranti clandestini partiti dalle coste libiche su un gommone in avaria. E così Casarini riappare sulla plancia della nave Mare Ionio, in qualità di capomissione di Mediterranea Saving Human. Vive da anni a Palermo, con la moglie e due figli. E a non crederci, Casarini, storico “ribelle” ha anche indossato la fascia tricolore per benedire a Pantelleria, le nozze civili di Nina Negri, un cognome importante negli ambienti di quella che un tempo era l’ultrasinistra. Nina è infatti figlia di Toni Negri, il professore padovano fondatore di Potere Operaio e leader di Autonomia Operaia, arrestato nel blitz del “7 Aprile” 1979.

Le lotte Il presidio degli attivisti, uno degli arresti di Casarini (nel 1993)

Un anno dopo, Casarini ha cominciato a frequentare gli ambienti antagonisti di sinistra, prima presso il centro sociale “Pedro” di Padova, quindi al “Rivolta” di Porto Marghera. La prima leadership l’ha conquistata capeggiando i Disobbedienti, gruppo di protesta, dove subito s’è guadagnato le prime pagine in occasione delle manifestazioni contro il G8 di Genova. Fece scalpore, in particolare, la sua “dichiarazione di guerra” ai leader mondiali nei giorni che precedettero il vertice internazionale.

Tra una protesta di piazza e l’altra, tra risse e scontri con le forze dell’ordine, il perito termotecnico pensa sempre più a una discesa in politica. E così è andata. Nel marzo 2014 si è candidato, infatti, al Parlamento Europeo nella lista L’Altra Europa con Tsipras nella Circoscrizione Italia centrale. Non è stato eletto ma ha racimolato oltre 11.000 voti. Bottino che ha fatto gola a Niki Vendola che gli ha aperto le porte di Sinistra Ecologia Libertà, partecipando di fatto al processo costituente di Sinistra Italiana. Nel 2017 la prima carica politica, quella di segretario di Sinistra Italiana in Sicilia. Ma non finisce mai di stupire, il “ribelle”.

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E così lo scorso anno, dalle guerriglie in piazza passa alle missioni umanitarie. Per procurare soldi, ha avviato una raccolta fondi che ha permesso di raccogliere oltre 150.000 euro. Denaro che con la ong Mediterranea Saving Humans gli consente di attrezzare un vecchio rimorchiatore di quasi 50 anni, battezzato Mare Jonio, facendone una nave salva-migranti. La stessa imbarcazione partita tre giorni fa da Palermo, ad intercettare al largo della Libia un gommone in avaria con una cinquantina di persone, e “stoppata” dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini. “Non siamo una nuova Ong ma una piattaforma sociale – ha sempre detto Casarini -. Questa nave deve diventare un simbolo. Se l’Italia e l’Europa chiudono i loro porti, chiameremo la popolazione a scendere in strada”.

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