Caso Magherini, Cassazione ribalta sentenza: carabinieri assolti

Caso Magherini, Cassazione ribalta sentenza: carabinieri assolti
Riccardo Magherini, quarantenne ex calciatore della giovanili della Fiorentina, morì durante un arresto da parte dei carabinieri
15 novembre 2018

I giudici della quarta sezione penale della Corte di Cassazione hanno assolto i tre carabinieri accusati di omicidio colposo per la morte di Riccardo Magherini, avvenuta il 3 marzo 2014 a Firenze. Il collegio, accogliendo il ricorso presentato dagli avvocati della difesa dei tre carabinieri, ha disposto l’annullamento della sentenza d’appello perché “il fatto non costituisce reato”. Riccardo Magherini, quarantenne ex calciatore della giovanili della Fiorentina, morì durante un arresto da parte dei carabinieri la notte tra il 2 e il 3 marzo del 2014, in Borgo San Frediano. I tre carabinieri bloccarono Magherini mentre, sotto l’effetto di cocaina e in preda ad allucinazioni, convinto di essere inseguito da qualcuno che voleva ucciderlo, invocava aiuto in Borgo San Frediano, nel cuore del suo quartiere.

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Magherini quella sera era uscito a cena in un ristorante, poi aveva iniziato a vagare per le strade del quartiere gridando che gli avevano rubato portafoglio e cellulare. Era quindi entrato in una pizzeria dove aveva continuato a dare in escandescenze. Tornato in strada, era stato bloccato dai carabinieri e ammanettato a terra, a pancia in giù e a torso nudo, per almeno un quarto d’ora. All’arrivo di un’ambulanza senza medico a bordo, l’ex calciatore fu trasportato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santa Maria Nuova, dove alle 2.45 ne venne constatato il decesso. Il sostituto procuratore generale della Cassazione, Felicetta Marinelli, aveva chiesto la conferma delle condanne inflitte in appello ai tre militari: Vincenzo Corni, 8 mesi, e Stefano Castellano e Agostino della Porta, 7 mesi ciascuno.

“Se i carabinieri lo avessero messo in posizione eretta, avrebbero permesso i soccorsi e con elevata probabilità la morte non si sarebbe verificata”, ha ripetuto per due volte durante la requisitoria il sostituto procuratore generale. I giudici della Cassazione hanno anche respinto il ricorso dei familiari di Magherini, rappresentati dall’avvocato Fabio Anselmo, che chiedeva l’annullamento della sentenza e un nuovo processo a carico dei tre militari con l’imputazione di omicidio preterintenzionale, che contemplasse l’evento morte “come conseguenza del reato di percosse”. L’avvocato della famiglia Magherini, Fabio Anselmo, ha detto che “non commento” la sentenza con cui questa sera la Cassazione ha assolto i tre carabinieri accusati di omicidio colposo. Anselmo e’ anche il legale della famiglia Cucchi.

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LA DIFESA “Esprimo soddisfazione per la pronuncia della Suprema Corte” che ha assolto i tre carabinieri accusati di omicidio colposo per la morte di Riccardo Magherini. Cosi’ l’avvocato Eugenio Pini, difensore di Stefano Castellano, uno dei tre militari imputati, assolto dopo la condanna a sette mesi di reclusione pronunciata in primo grado. “In attesa di leggere i motivi – ha aggiunto l’avvocato Pini – ritengo che giustizia sia stata fatta. Dopo aver affrontato numerosi casi analoghi, spero che questa sentenza possa tracciare una nuova linea giurisprudenziale”. Anche la difesa degli altri due carabinieri ha espresso “grande soddisfazione per la decisione della Suprema Corte, che finalmente ha sgombrato il campo da ogni pregiudizio, non solo sulla legittimità dell’inter vento dei carabinieri ma anche sull’impossibilità di comprendere il momento nel quale Riccardo Magherini sarebbe dovuto essere messo in piedi” ha detto l’avvocato Francesco Maresca.

 

IL SAP “Finalmente la giustizia ha messo la parola fine a questa triste vicenda che ha visto coinvolti per anni tre carabinieri”. Commenta così Stefano Paoloni segretario generale del Sindacato Autonomo di polizia (Sap), la notizia dell’assoluzione dei tre carabinieri coinvolti nel caso giudiziario relativo alla morte di Riccardo Magherini. “Ancora una volta – continua Paoloni – torniamo a sottolineare quanto sia importante che i processi si svolgano nel loro alveo naturale, ovvero i tribunali e non la piazza mediatica. È grande la soddisfazione per il lavoro della Magistratura, ed esprimiamo solidarietà ai colleghi che per anni hanno dovuto subire un difficile processo con conseguente gogna mediatica. Fortunatamente – conclude – la giustizia trova riscontro nei veri Tribunali e non sui giornali. Per tutte le forze dell’ordine servono Garanzie Funzionali che possano meglio tutelare gli operatori della sicurezza, garantendo i cittadini. Prime tra tutte le telecamere sulle divise, sulle auto di servizio e negli ambienti in cui operiamo. La telecamera è uno strumento di verità e trasparenza ed inibisce, tra l’altro, chi tenta di strumentalizzare l’operato delle forze dell’ordine e chi non è alla ricerca della verità”.

 

AMNESTY “Pur astenendoci da ogni valutazione sulla sentenza della Corte di Cassazione, non conoscendone le motivazioni, continuiamo a ritenere che nei confronti di Riccardo Magherini siano state utilizzate procedure d’arresto che non abbiano avuto come priorita’ la salvaguardia della vita umana”. Lo ha dichiarato Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia, dopo la sentenza con cui questa sera la Cassazione ha annullato “le gia’ lievi condanne – dice in una nota – ad alcuni mesi di carcere che erano state comminate dalla Corte d’appello a tre carabinieri per cooperazione nell’omicidio colposo di Riccardo Magherini, morto a Firenze nel marzo 2014, stabilendo che il loro comportamento non ha costituito reato”. Marchesi ha detto inoltre che “non immaginavamo un esito del genere e siamo vicini alla famiglia Magherini, che per quattro anni e mezzo ha atteso invano giustizia e la cui sofferenza non puo’, da oggi, che prolungarsi”.

COCER “Soddisfazione” viene espressa dal Cocer dei carabinieri per la decisione della Cassazione di assolvere i Carabinieri imputati nel processo per la morte di Riccardo Magherini perche’ il fatto non costituisce reato. “L’ennesima dimostrazione – spiega l’organismo – che la giustizia deve essere amministrata dai giudici e non attraverso processi mediatici. Siamo vicini ai Carabinieri assolti, consapevoli che nessuno potra’ restituire loro la dignita’ ingiustamente calpestata, ne ripagarli delle offese e del danno subiti. Nella speranza che domani – conclude – i giornali sapranno riportare la notizia con la stessa enfasi con cui fino ad oggi sono state diffuse le infamanti accuse”.

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