Catalogna, governo Sanchez a Barcellona sfida le proteste

Catalogna, governo Sanchez a Barcellona sfida le proteste
21 dicembre 2018

Tra proteste, arresti e feriti si e’ tenuto a Barcellona un Consiglio dei ministri blindato, convocato dal premier Pedro Sanchez, e considerato dagli indipendentisti come una “provocazione”, in un momento in cui la tensione in Catalogna appare ancora alta. Nonostante i tentativi dei manifestanti di bloccare le strade, la riunione di Gabinetto si e’ tenuta come previsto e i ministri di governo hanno annunciato, tra le altre cose, l’adozione di diverse misure “simboliche” per la regione autonoma, come intitolare l’aeroporto El Prat di Barcellona a Josep Tarradellas, l’ex premier esiliato in Francia durante il franchismo.

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Migliaia i Mossos d’Esquadra dispiegati per mantenere l’ordine. Alcuni degli agenti si sono scontrati con manifestanti incappucciati, che lanciavano oggetti e innalzavano barricate nel centro di Barcellona. Gli arresti sono stati 12 e 51 i feriti, tra cui 30 poliziotti. Le proteste sono state convocate da gruppi come il cosiddetto Comitato per la Difesa della Repubblica (Cdr), il giorno dopo che Sanchez e il governatore catalano, Quim Torra, hanno deciso di cercare una “proposta politica di ampio sostegno” per la crisi catalana, in un incontro privato a Barcellona.

I settori indipendentisti hanno visto la convocazione del Consiglio dei ministri come una provocazione, poiche’ la data coincide con il primo anniversario delle elezioni regionali che si sono svolte l’anno scorso in Catalogna, dopo l’attuazione dell’articolo 155, con cui Madrid ha sospeso parzialmente l’autonomia della regione in seguito al referendum sull’indipendenza. La portavoce del governo, Isabel Celaa’, al termine del Consiglio dei ministri, ha lanciato un appello a tutti i manifestanti a scendere in strada “senza violenza” e ha ribadito la volonta’ del potere esecutivo centrale di mantenere “canali di dialogo” aperti e di cercare un “soluzione politica” alla crisi.

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Intanto, si attende il pronunciamento preliminare del Tribunale supremo sui ricorsi presentati dai politici catalani ancora in carcere per aver dichiarato unilateralmente l’indipendenza dopo il referendum del primo ottobre, dichiarato illegale da Madrid. L’avvio del processo agli indipendentisti ancora in carcere – alcuni in sciopero della fame – e’ atteso per gennaio. L’accusa e’ “ribellione”, e la Procura che ha chiesto condanne fino a 25 anni.

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