Catalogna, nel governo due ministri in carcere e due in “esilio”. Madrid: “Una provocazione”

Catalogna, nel governo due ministri in carcere e due in “esilio”. Madrid: “Una provocazione”
Quim Torra
20 maggio 2018

Il nuovo presidente della Catalogna ha incluso due ex ministri detenuti da Madrid, per aver sostenuto l’indipendenza dalla Spagna, e altri due in esilio nel proprio governo regionale. L’indipendentista Quim Torra ha pubblicato il decreto di nomina dei membri del nuovo esecutivo catalano, ma la formazione del governo potrebbe essere bloccata da Madrid, che ha commissariato la regione il 27 ottobre scorso, quando dichiarò la propria indipendenza. Il governo di Madrid ha definito una “provocazione” l’inserimento di due ministri in prigione e di altri due in esilio nel nuovo Govern catalano del presidente della Generalitat Quim Torra. In un comunicato il governo spagnolo osserva che le quattro nomine discreditano la volonta’ di dialogo espressa e dimostrano che “non e’ sincera”. Il governo di Madrid, “unico organo competente per autorizzare la pubblicazione del decreto di nomina, analizzera’ la fattibilita’ del nuovo Govern viste le circostanze personali di alcuni designati”.

Mercoledì scorso, il Belgio ha rifiutato la consegna degli ex consiglieri (ministri) della Generalitat -Toni Comi’n, Llui’s Puig e Meritxell Serret, fuggiti in Belgio- alla giustizia spagnola. Il giudice ha ascoltato la procura belga (che aveva chiesto di respingere l’estradizione, denunciando “difetti di forma”) e ha deciso di rifiutare la richiesta di estradizione emessa dal Tribunale Supremo di Madrid a marzo. “E’ stata fatta giustizia”, ha affermato Comi’n dopo la decisione della Camera di Consiglio di Bruxelles. Toni Comi’n e’ indagato in Spagna per ribellione e malversazione, mentre su Puig e Serrat pesano accuse di disobbedienza e malversazione. La difesa degli ex ministri catalani ha fatto valere dinanzi alla giustizia belga un precedente dottrinario tratto dalla giurisprudenza del Tribunale di Giustizia dell’Unione Europea, che ratifica la necessita’ di un ordine di arresto nazionale precedente a quello europeo.

Torra, si è insediato giovedì scorso a Barcellona senza giurare fedeltà alla Costituzione spagnola, impegnandosi invece a rispettare “la volontà del popolo catalano”. Nessun rappresentante del governo spagnolo era presente alla cerimonia, a testimoniare la tensione tra Barcellona e Madrid. Esponente dell’ala più dura del movimento per l’indipendenza, Torra è stato eletto presidente della Catalogna lunedì scorso dal parlamento regionale e ha subito promesso di “costruire uno Stato indipendente”. Come il suo predecessore Carles Puigdemont, l’editore 55enne ha giurato oggi di “adempiere fedelmente agli obblighi della carica di presidente della Generalitat, di essere fedele alla volontà del popolo catalano, rappresentato dal Parlamento della Catalogna”. La regione nordorientale della Spagna, che conta circa 7,5 milioni di abitanti, era senza presidente da quasi sette mesi.

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