Centrodestra unito al Colle, Mattarella verso round decisivo

Centrodestra unito al Colle, Mattarella verso round decisivo
10 aprile 2018

Giovedì il centrodestra si presenterà unito al Quirinale per partecipare al secondo giro di consultazioni deciso dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, impegnato nei colloqui con le forze politiche che possano portare alla formazione del nuovo governo. Come lasciato intendere nelle scorse settimane dai leader della coalizione, e ribadito formalmente da Giorgia Meloni al termine delle consultazioni con Mattarella la scorsa settimana, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si recheranno insieme alle 17.30 al Quirinale per parlare con il capo dello Stato. Una decisione che sicuramente dal lato politico ha un valore ben definito, volendo evidentemente ricordare, da parte di Matteo Salvini leader della Lega, al capo di M5S Luigi Di Maio che la coalizione c’è, esiste e che Silvio Berlusconi non va messo in discussione. Anche se lo stesso Salvini continua ad avere un rapporto ‘felpato’ con i grillini: difesa di Berlusconi, contestazione dei veti posti verso l’ex premier ogni giorno da Di Maio ma apertura (o non chiusura) verso il Movimento, apertura incondizionatamente preferibile ad un non cercato accordo – peraltro invece probabilmente gradito all’alleato azzurro – con il Pd. Dal punto di vista protocollare la decisione di Mattarella di ricevere la delegazione del centrodestra unita ha un suo valore. Certo, potrebbe essere letta come una virata del presidente verso una scelta di incarico.

Il centrodestra e il protocollo

Ma non è detto sia così, il capo dello Stato è troppo cauto e attento per proporsi sin da oggi con una soluzione in tasca. Anche se al Quirinale non possono non rimbalzare le voci di una presunta intenzione del Colle stesso di mandare a vuoto anche questo secondo giro di consultazioni per poi essere di fatto obbligato a dare l’incarico ad una personalità terza, fuori dagli schieramenti oggi in competizione. È chiaro, ripetiamo, che ogni decisione di Mattarella in questo momento – a cominciare dal calendario delle consultazioni – può prestarsi a tutte le considerazioni possibili. Ma è anche bene ricordare che il ruolo che ricopre (certamente anche politico) non può dimenticarsi del rispetto e della considerazione che va data ad ogni singolo schieramento politico. Che poi altro non è che il rispetto per il voto, qualunque esso sia stato, degli italiani. Ecco allora che la decisione sull`ordine delle consultazioni debba essere comunque intesa come considerazione che il centrodestra non costituisca un solo gruppo. Sono comunque tre gruppi, con rispettivi capigruppo e rappresentanti, che vogliono salire al Quirinale insieme. Per questo motivo è stato loro riservato lo spazio destinato al maggior gruppo della loro coalizione, la Lega. Un fatto semplicemente protocollare, senza alcuna valenza politica né indicativo (ma l’attenzione del Colle rimane evidentemente alta sugli sviluppi di queste ore) sulle future e eventuali mosse del presidente.

Il calendario delle consultazioni

Di seguito ricordiamo il calendario delle consultazioni. Mattarella riprenderà il giovedì 12 aprile gli incontri per la formazione del nuovo governo. Il centrodestra, come annunciato, salirà unito al Colle; chiuderanno la giornata i rappresentanti dei 5 stelle. Si comincerà giovedì alle 10 con il Gruppo “Per le Autonomie (SVP-PATT, UV)” del Senato della Repubblica. A seguire alle 10.30 il Gruppo Misto del Senato della Repubblica, alle 11 il Gruppo Misto della Camera e alle 11.30 il Gruppo “Liberi e Uguali” della Camera dei deputati. Nel pomeriggio dalle 16,30 toccherà al “Partito Democratico”; alle 17.30 i gruppi del centrodestra si presenteranno insieme al Colle: “Lega-Salvini Premier”, “Forza Italia-Berlusconi Presidente” e “Fratelli d’Italia”, del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati. Chiuderà la giornata, alle 18.30, il “MoVimento 5 Stelle” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati. Nella giornata di venerdì il capo dello Stato consulterà, alle 10,30 il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, alle 11.15; il presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, alle 12 la presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati.

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