Il centrodestra vince in Colombia, Duque eletto presidente

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17 giugno 2018

Il candidato di centrodestra Ivan Duque, e’ il nuovo presidente della Colombia. Il dato finale gli attribuisce il 54,07% dei voto, contro il 41,72% dell’ex guerrigliero Gustavo Petro. Duque, quarantunenne senatore del partito Centro Democratico, e’ il piu’ giovane presidente colombiano, e deve la vittoria alla sua campagna per riscrivere l’accordo di pace firmato con i guerriglieri delle FARC (Forze armate rivoluzionarie colombiane) dal presidente uscente Juan Manuel Santos sembra aver fatto presa sull’elettorato, che non ha apprezzato le concessione per i ribelli contenute nell’intesa.

Duque ha promesso di apportare “cambiamenti strutturali” all’accordo del 2016, che ha messo fine al conflitto piu’ lungo dell’America latina con oltre 260.000 morti, 83.000 dispersi e 7,4 milioni di profughi. I sondaggi indicano come il Paese sia ancora fortemente diviso sull’opportunità di trattare politicamente con i ribelli: nelle prime elezioni politiche dopo la firma dell’accordo il partito nato dalle ceneri delle Farc (che ne ha mantenuto la sigla) ha raccolto poche decine di migliaia di voti anche se potrà avere diritto a dieci seggi, garantiti dall’intesa. Un indice, secondo gli analisti, del fatto che le Farc erano un movimento assai più temuto che non amato dalla popolazione.

E che dunque la sua limitata rappresentatività non giustifica le eccessive concessioni che secondo i critici il governo del presidente Juan Manuel Santos ha inserito nell’accordo di pace pur di arrivare a un’intesa. In questo senso Petro rappresenta una linea continuista rispetto a quella di Santos, mentre Duque – esponente del partito dell’ex presidente Uribe, che si è sempre detto contrario all’intesa – ha più volte ribadito come il contenuto dell’accordo vada perlomeno modificato. Alla finestra rimangono le milizie dell’Eln, le ultime ancora attive nel Paese, con cui il governo di Santos ha avviato un complicato processo di pace analogo a quello con le Farc: i ribelli, come già in occasione delle elezioni politiche, hanno annunciato cinque giorni di tregua unilaterale.

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