Charlie Hebdo, il mondo si divide tra sostenitori e detrattori

Charlie Hebdo, il mondo si divide tra sostenitori e detrattori
15 gennaio 2015

Il mondo si divide sulla libertà di espressione e sulle tragiche vicende che hanno riguardato il settimanale satirico francese Charlie Hebdo, vittima di un attentato islamista costato la vita a 12 persone, tra cui il direttore e 3 tra i più famosi vignettisti francesi. Oltre mille siti web francesi sono stati presi di mira da hacker con slogan e immagini a sostegno dell’Islam. Nelle Filippine, alla vigilia dell’arrivo di Papa Francesco, centinaia di musulmani hanno marciato scandendo slogan contro il settimanale francese e incendiando simboli ebrei. Anche in Turchia un centinaio di manisfestanti islamici hanno inscenato una protesta contro il giornale Cumhuriyet, colpevole di aver riprodotto alcune pagine dell’ultimo numero di Charlie Hebdo. La Cia, intanto, ha ritenuto attendibile il video con il quale Al Qaeda ha rivendicato l’attacco al settimanale. Ma è soprattutto il coro di voci a favore di Charlie Hebdo e della libertà di parola a farsi sentire più forte che mai. A Bogotà, in Colombia, sono state esposte matite giganti e innalzati cartelloni con la scritta “Je suis Charlie”, mentre in Brasile alcuni tra i più famosi cartoonist e disegnatori non hanno voluto far mancare la loro voce alla corale levata di scudi in sostegno del giornale satirico. “Charlie Hebdo è vivo e vivrà – ha detto il presidente francese François Hollande – attaccando la cultura i terroristi hanno voluto attaccare la Francia. Parigi domenica, con la grande marcia, è stata la capitale del mondo per la libertà perché è la capitale della cultura”. Il giornale, intanto, è tornato in edicola più forte che mai, con una tiratura senza precedenti pronto a rivendicare il suo ruolo di baluardo della libertà d’espressione che ora, tutto il mondo gli riconosce. (Immagini Afp)

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