Cina avverte Usa: nuove sanzioni non “aiutano” cooperazione crisi nucleare

Cina avverte Usa: nuove sanzioni non “aiutano” cooperazione crisi nucleare
Il segretario di Stato Rex Tillerson
24 agosto 2017

La Cina ha avvertito oggi che le nuove sanzioni statunitensi che colpiscono le aziende cinesi legate alla Corea del Nord “non aiuteranno” la cooperazione con Pechino nella crisi nucleare. Ma la portavoce del ministro degli Esteri Hua Chunying ha detto che le tensioni sulla penisola coreana hanno “mostrato alcuni segni di apparente distensione” dopo che il Segretario di Stato americano Rex Tillerson (foto) ha segnalato che colloqui con il Nord Corea potrebbero svolgersi “in un prossimo futuro”. Dunque, la ‘retorica aggressiva’ di Donald Trump nei confronti della Corea del Nord sta iniziando a portare i suoi frutti. Lo stesso presidente americano ha notato come il suo omologo Kim Jong-Un inizi a “rispettare” gli Stati Uniti. “C’è chi ha detto che io sia stato troppo duro. Non sono stato abbastanza duro”, ha detto Trump davanti a migliaia di sostenitori durante un incontro pubblico. “Ma (riguardo) Kim Jong-Un, prendo in considerazione il fatto che, credo, inizia a rispettarci”, ha dichiarato. “E forse, probabilmente no ma forse, qualcosa di positivo può uscirne”, ha aggiunto. Dichiarazioni che ricalcano quelle del segretario di stato Rex Tillerson che, in precedenza, si era congratulato per il “livello di moderazione” mostrato da Pyongyang dopo che le Nazioni Unite gli avevano inflitto pesanti sanzioni.

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Martedì scorso, gli Stati uniti hanno allungato ulteriormente la lista degli individui e delle entità sanzionate perché considerati utili ai programmi nucleare e missilistico della Corea del Nord. L’Ufficio per il controllo dei patrimoni stranieri (Ofac) del Dipartimento al Tesoro americano ha inserito una decina di individui e compagnie cinesi e russi alla blacklist. La decisione s’inquadra nelle azioni collegate alla risoluzione 2371, adottata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite il 5 agosto, con il voto unanime dei componenti, quindi anche della Cina e della Russia. La risoluzione ha deciso ulteriori blocchi all’import export nordcoreano – settori dell’energia e dei prodotti ittici – per un valore stimato di circa 1,5 miliardi di dollari. Con l’arrivo alla Casa bianca di Donald Trump, gli Stati uniti hanno abbandonato la strategia della pazienza strategica nei confronti di Pyongyang e ne è conseguito un conflitto verbale a tinte forti tra il presidente americano il regime di Kim Jong Un, che ha testato missili capaci potenzialmente di raggiungere territori americani. La Corea del Nord ha minacciato anche di mettere nel mirino la base Usa nel Pacifico di Guam. In base alle normative, tutte le proprietà negli Usa o in possesso di persone fisiche e giuridiche Usa degli individui indicati nella lista sono congelate e alle entità e cittadini americani è fatto divieto di avere con loro rapporti economici.

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Il Tesoro continuerà ad aumentare la pressione sulla Corea del Nord, colpendo coloro che sostengono l’avanzamento dei suoi programmi nucleari e missilistici e isolandoli dal sistema finanziario statunitense” ha commentato, in una nota, il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin. I nuovi arrivi nella blacklist, per quanto riguarda la Cina, sono spesso legati alla città di frontiera di Dandong, da dove passa una parte dei traffici nordcoreani. Tra le entità sanzionate, c’è la Dandong Rich Earth Trading, perché questa vende vanadio alla nordcoreana Kumsan Trading Corporation, una compagnia già inserita in precedenza nella lista. Il vanadio è un metallo raro molto utile nella costruzione di ordigni nucleari. Un’altra new entry tra le compagnie sanzionate è la russa Gefest-M, con il suo direttore Ruben Kirakosyan, perché venderebbe metalli alla coreana Tangun Trading. Quest’ultima avrebbe un ruolo nello sviluppo del programma missilistico di Kim Jon Un. Sul fronte delle istituzioni finanziarie, nella blacklist entra anche la Mingzheng International Trading Limited per aver facilitato le transazioni finanziarie di compagnie minerarie e banche nordcoreane. Le nuove sanzioni americane intervengono anche sul fronte caldo del commercio energetico e, in particolare, nella vendita di carbone che genera qualcosa come un miliardo di dollari all’anno per Pyongyang. La risoluzione 2370 ha inasprito il blocco già precedentemente deciso dal Consiglio di sicurezza. Il Dipartimento al Tesoro ha quindi agito di bloccare i beni di tre aziende cinesi: Dandong Zhicheng Metallic Materials, JinHou International Holding Co., e Dandong Tianfu Trade Co. Inoltre l’Ofac ha anche inserito in lista tre cittadini russi e due compagnie di Singapore per aver fornito idrocarburi alla Corea del Nord, oltre a una società che usava forza lavoro esportaqtaq dalla Corea del Nord.

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