Commissario attacca il governo: “Traccheggio ipocrita”

Commissario attacca il governo: “Traccheggio ipocrita”
Elisabeth Borne
26 novembre 2018

Sulla Tav c’e’ un “traccheggio ipocrita da parte del Governo che non porta alcun vantaggio al Paese. Anzi: con i ritardi, dal 2019 l’Italia perdera’ 75 milioni al mese”. Paolo Foietta, commissario straordinario per l’asse ferroviario Torino-Lione, inasprisce la sua critica al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e all’esecutivo. E la ministra francese Elisabeth Borne ammonisce: “L’Italia decida rapidamente, entro inizio 2019, o i lavori si dovranno fermare”. Con gli appalti ‘congelati’, infatti, non si potra’ dare inizio ai lavori del’opera vera e propria previsti per inizio 2019.

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“Con questo percorso dell’analisi costi/benefici – e’ l’accusa di Foietta – si rivela una tendenza piu’ a prendere tempo che a rimettere in discussione l’opera. C’e’ un’azione di traccheggio per riuscire a traghettare la scadenza delle elezioni europee”. Il nuovo j’accuse di Foietta e’ risuonato a margine del Forum di Pietrarsa, quest’anno a Genova, dove gli imprenditori ferroviari hanno lamentato la presenza di infrastrutture obsolete e ritardi nelle opere gia’ in cantiere. Nelle stesse ore a Torino, all’inaugurazione dell’anno accademico, davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del consiglio degli studenti della’Universita’ ha spiegato la scelta di campo contro la nuova Torino-Lione.

“Noi – ha detto Teresa Bongiovanni – stiamo con il movimento No Tav in Val di Susa, che ha una frontiera chiusa e invalicabile per chi migra, ma aperta a una grande opera inutile e dannosa come la Tav”. L’intervento della rappresentante degli studenti e’ stato accolto con un brusio di disapprovazione dalla platea, nella quale c’erano molti esponenti del mondo economico e politico e della citta’ schierati a favore della nuova ferrovia Torino-Lione. Fuori dal Teatro Carignano, sede della cerimonia, c’erano le 7 imprenditrici del comitato ‘Si’, Torino avanti’ che dopo la manifestazione del 10 novembre in piazza avevano chiesto di incontrare Mattarella. A loro il Capo dello Stato aveva risposto di non poterle ricevere spiegando che le decisioni sulla Tav spettano a Governo e Parlamento.

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Nell’universita’ torinese c’e’ polemica anche per le bandiere No Tav esposte al Campus Einaudi, nella hall del polo universitario e sulle alberate attorno. Due consiglieri regionali del Pd, Nadia Conticelli, presidente della commissione Trasporti, e Luca Cassiani, vicepresidente della commissione Cultira, hanno scritto al rettore per chiederne la “rimozione dagli spazi comuni. In un’istituzione formativa pubblica deve essere garantita la libera circolazione di idee e opinioni”. Intanto, mentre sulla piattaforma web Change.org e’ partita anche la raccolta di firme di chi e’ contrario alla Tav, il comitato ‘Si’, Torino va avanti’ ha annunciato di avere accantonato l’idea di contromanifestazioni o comunque iniziative l’8 dicembre, quando si terra’ il corteo promosso dal movimento No Tav. “La risposta migliore potrebbe essere l’indifferenza”, ha detto la manager Giovanna Giordano.

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