Conclusa l’inchiesta sull’incidente alla Soyuz Ms-10

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5 novembre 2018

In questa sequenza, ripresa da una telecamera di bordo del razzo Soyuz Ms-10 – che l’11 ottobre 2018 è stato costretto ad abortire il volo verso la Stazione spaziale internazionale – si vede esattamente il momento dell’incidente causato da un errato distacco di uno dei booster conici di coda che, come si legge nella relazione della commissione d’inchiesta, “ha perforato con la punta la zona del serbatoio, facendo perdere al razzo il controllo dell’assetto e costringendo l’equipaggio a un atterraggio d’emergenza, fortunatamente senza conseguenze.

Gli esperti hanno stabilito che a causare il malfunzionamento è stata la mancata apertura di una valvola di sfogo utilizzata per allontanare il booster dal resto del razzo, a sua volta causata da una deformazione del sensore che registra il movimento di separazione tra il primo e secondo stadio del razzo, determinata, pare, da un errore umano durante l assemblaggio a Baykonur, dove il personale avrebbe impiegato attrezzi diversi da quelli prescritti per quella specifica operazione. Il capo della commissione d’inchiesta, Oleg Skorobogatov, ha disposto l’immediata ispezione dei 5 razzi Soyuz rimanenti prima della sostituzione con la nuova versione ed emanato una serie di raccomandazioni per evitare che in futuro si possano verificare problemi analoghi, compresa la totale copertura video/fotografica delle varie fasi di assemblaggio.

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Nel frattempo dal nuovo cosmodromo russo di Plesetsk sono ripresi i voli “non abitati” con vettori Soyuz e il lancio del satellite di navigazione Glonass si è svolto senza problemi. Se tutto procederà bene anche per i prossimi lanci schedulati, compreso quello del 18 novembre 2018 della navetta Progress Ms-10 (gemella cargo della Soyuz) diretta alla Iss, ci sarà il via libera definitivo per il lancio, anticipato al 3 dicembre 2018 per evitare di lasciare l’Iss senza eqipaggio, della Expedition 58, composta dal russo Oleg Kononenko, dall’americana Anne McClain e dal canadese Davide Saint Jacques il cui backup è l’italiano Luca Parmitano, che invece dovrebbe tornare in orbita nel 2019 diventando anche comandante della Stazione spaziale. L’equipaggio della Iss, attualmente composto dal comandante, il tedesco dell’Esa Alexander Gerst, da Sergey Prokopiev di Roscosmos e da Serena Aunòn-Chancellor della Nasa, tornerà sulla Terra il 20 dicembre 2018.

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