Conflitto interessi considerato atto ostile,

Conflitto interessi considerato atto ostile,
Luigi Di Maio (s) e Silvio Berlusconi
11 maggio 2018

Berlusconi da Arcore continua è in stretto contatto con i suoi consiglieri. E finora ha scelto la strategia di non pronunciarsi sulle trattative legate alla formazione del governo. Resta alla finestra ma guarda con preoccupazione ai primi passi dei Cinque stelle. Il rilancio dei pentastellati sul conflitto d’interessi viene considerato come una operazione di tipo elettorale per tenere buona la base grillina ma qualora dovesse finire nel programma l’ex premier riterrebbe l’operazione come un atto di ostilita’ nei confronti suoi e delle sue aziende. Un vero e proprio segnale di belligeranza. Una prova che l’esecutivo che nascera’ possa metterlo nel mirino. Il Cavaliere per senso di responsabilità ha dato il via libera alla nascita del governo M5s-Lega e continua a ritenere, riferiscono fonti azzurre, di aver fatto la scelta giusta. Ma i forzisti già hanno cancellato la formula “opposizione benevola”. E si apprestano a mettere i paletti sui provvedimenti che arriveranno in Parlamento. A partire dal reddito di cittadinanza e dalla cancellazione della legge Fornero. Ci sara’ un muro soprattutto se dovessero approdare alla Camera e al Senato misure come la patrimoniale o leggi anti-europee, se M5s e Lega chiedessero di sforare il tetto del 3%. Berlusconi anche con Salvini è in continua contatto telefonico, E finora, spiegano fonti azzurre, il leader del Carroccio ha fatto pervenire messaggi tranquillizzanti, sottolineando che non ci sara’ alcuna avversione e che sui prossimi passaggi del governo l’ex presidente del Consiglio sara’ avvisato.

Sotto traccia, molti azzurri si spingono a dire che “l’alleanza di fatto e’ finita”

Ma nel partito azzurro aumenta l’insofferenza nei confronti del capo di via Bellerio. Molti sotto traccia si spingono a dire che “l’alleanza di fatto e’ finita”, che occorrera’ nel tempo costruire un’area moderata, sganciarsi dal leader leghista che rischia di fare la voce grossa anche sulle amministrative. Il timore e’ che nei prossimi passaggi elettorali FI possa subire un’ulteriore riduzione di consensi. Berlusconi al momento, pero’, aspetta di capire l’atteggiamento di Salvini, chi sara’ il premier e quali saranno i ministri. “Noi ci sentiamo garantiti da Salvini nella misura in cui lui attuera’ i punti del programma di centrodestra. Sta a lui mostrare coerenza”, dice la vicepresidente della Camera Mara Carfagna. Una sorta di avvertimento all’alleato. L’operazione di sganciarsi dal Carroccio e’ ritenuta complicata e non solo perche’ al nord non troverebbe adesioni da parte dei consiglieri azzurri in Liguria, Lombardia, Veneto e Friuli. C’e’ anche la legge elettorale che spinge FI e Lega a restare insieme.

Occorrerà capire se Fdi farà parte dell’esecutivo

Ma il malessere aumenta nel partito azzurro, si chiede al Cavaliere di cambiare, rinnovare la classe dirigente e soprattutto di far si’ che il partito riacquisti la sua identita’ liberale. Qualcuno guarda a Toti come ‘garante’ dei rapporti con la Lega, altri invece cominciano a ragionare sulla possibilita’ di ampliare il solco con il partito di via Bellerio soprattutto se l’atteggiamento del Carroccio non rispettera’ FI. L’ex premier ritiene che una separazione per ora non sia sul tavolo ma diversi ‘big’ azzurri riferiscono che non esclude nulla per il futuro. Al momento all’ordine del giorno c’e’ solo il governo che questo il convincimento di diversi azzurri avra’ vita breve. “Anche noi – sottolinea un forzista – abbiamo comprato i pop corn come quelli del Pd, vediamo se sono capaci di governare”. Intanto occorrera’ capire se Fdi fara’ parte dell’esecutivo. “Aspettiamo di capire il premier e il programma”, dice Giorgia Meloni. Ma in FI c’e’ la convinzione che alla fine Fratelli d’Italia, magari con un ministro, fara’ parte dell’operazione. A quel punto i numeri azzurri potrebbero essere meno determinanti anche in Senato.

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