Congresso della Famiglia, proteste e tensioni. Di Maio, medioevo non festa

Congresso della Famiglia, proteste e tensioni. Di Maio, medioevo non festa
Lorenzo Fontana
15 marzo 2019

Mancano due settimane al World Congress of Families di Verona, ma gia’ il controverso evento fa registrare proteste e tensioni. Stamane, mentre iniziava la conferenza stampa di presentazione, un attivista del Circolo Lgbt “Pink” ha fatto irruzione nella Sala Arazzi del Comune, inveendo contro il sindaco Federico Sboarina e i promotori dell’iniziativa, accusandoli di essere omofobi e di non dare la stessa liberta’ di espressione alle famiglie omosessuali. L’uomo e’ stato bloccato da due agenti della Questura, e portato fuori. Qualche istante dopo c’e’ stato un secondo scontro verbale, con un altro militante per i diritti gay, allontanato a sua volta. Protesta che non ha impedito al sindaco e al presidente del 13/o Congresso della Famiglia, Toni Brandi, di spiegare le motivazioni della kermesse, e la scelta di Verona.

“Il Congresso – ha detto Sboarina – esprime i valori in cui questa amministrazione, e io personalmente, crediamo, e come sindaco ho tenuto tra le mie competenze la delega alla famiglia, per garantirle la centralita’ che merita in ogni provvedimento che assumiamo. In piu’, accendere i riflettori sulla famiglia, significa porre l’attenzione anche sulla preziosita’ ed unicita’ della vita”. “Si parlera’ di famiglie, di vita, di bambini – ha sottolineato il sindaco -, ma questo e’ diventato motivo di scontri e aggressioni verbali. Non lo capisco, pero’ rivendico che nella nostra citta’ si possa parlare ed esprimere la propria opinione”. “Mi dispiace – ha detto invece Brandi – per chi tenta di trasformare questo nostro incontro tra leader mondiali, figure istituzionali di rilievo in un avvenimento ‘contro’, quando si tratta di un evento ‘per’ i genitori e i loro figli”. Il clima resta teso anche sul fronte politico. Mentre gli organizzatori confermavano che il vicepremier Matteo Salvini sara’ a Verona nella seconda giornata di lavori, sabato 30 marzo, e che nel panel ci sono anche il ministro Bussetti e la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, tornava ad attaccare l’evento di marca leghista.

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“Si prepara un festeggiamento di un nuovo medioevo che io non vado a festeggiare” ha spiegato. “Io ho visto che su questo congresso di Verona – ha aggiunto Di Maio – ci sono teorie di alcuni partecipanti sulla donna che non mi rappresentano per nulla. Per me la famiglia e’ sacra, ma io sono per la liberta’ della donna. Li’ si parla della donna come quella che deve stare a casa a cucinare”. E sul ‘mistero’ del patrocinio o meno del Governo, Di Maio ha aggiunto: “tutte le istruttorie che hanno aperto a palazzo Chigi per tornare indietro su quel patrocinio io le benedico”. Gli ha fatto eco la collega pentastellata presidente della Commissione Giustizia della Camera, Francesca Businarolo: “l’istruttoria sul presunto patrocinio della Presidenza del Consiglio al congresso mondiale sulla famiglia in programma a Verona chiarira’ la faccenda”.

Che il World Congress of Families sia anche (soprattutto) politica, l’ha confermato il vice presidente del Wcf, Jacopo Coghe: “il nostro obiettivo – ha detto – e’ sensibilizzare la politica e le istituzioni, affinche’ prendano impegni concreti. Senza la famiglia, la societa’ intera viene a perdere le sue fondamenta. A due mesi dalle elezioni europee questo messaggio e’ per tutti i candidati che scenderanno in campo”. Intanto la rete femminista “Non una di meno” conferma la ‘chiamata’ a Verona per i giorni dal 29 al 31 marzo). Un invito alla mobilitazione – spiega Nudm – “nella citta’ del ministro Fontana, culla della destra misogina e transomofobica italiana che si candida a essere la capitale essere la capitale europea della reazione antifemminista”.

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