Conte cerca soluzione per caso Diciotti: “Sono il responsabile di questa politica di governo”

Conte cerca soluzione per caso Diciotti: “Sono il responsabile di questa politica di governo”
Il premier, Antonio Conte
29 gennaio 2019

“Rifarei tutto. E non mollo”, ma il Senato neghi l’autorizzazione a procedere per la vicenda ‘Diciotti’ perche’ “il contrasto all’immigrazione clandestina corrisponde a un preminente interesse pubblico”. Con la lettera inviata al Corriere della Sera Matteo Salvini si difende e apre un dibattito nel Movimento 5 stelle tra chi vorrebbe continuare sulla via del rigore sempre seguita in passato (che sembrano essere la maggioranza) e coloro che invece vorrebbero sostenere la difesa del ministro perche’ le decisioni prese – affermano – sono state condivise con tutto il governo.

Il cambio di passo del vicepremier ha sparigliato le carte nel confronto con gli alleati, rassicurati fino a ieri sera dalla disponibilita’ piu’ volte espressa da Salvini stesso di farsi processare. Una decisione, questa, che a quanto si apprende Luigi Di Maio ha conosciuto solo questa mattina e che lo ha portato a convocare per stasera un vertice con i sette senatori M5s componenti della Giunta. Ma non sara’ l’unico vertice della serata. Conte anticipa il rientro da Nicosia per un incontro con Salvini e Di Maio e dal summit mediterraneo si proclama “responsabile di questa politica di governo” e dunque assicura che “mi assumo la piena responsabilita’ di cio’ che e’ stato fatto e della vicenda Diciotti”. Ai senatori non da’ suggerimenti, ma il presidente del Consiglio sottolinea che la questione “rientra nella gestione del governo. Non mi sento estraneo e questa vicenda non puo’ essere estranea al governo”.

Se Forza Italia e Fratelli d’Italia (alleati della Lega nella coalizione di centrodestra) hanno gia’ annunciato che voteranno no al processo contro Salvini, gli alleati del Carroccio al governo non hanno ancora ufficializzato la loro decisione. I nomi piu’ noti del Movimento suggeriscono diverse ipotesi. Alessandro Di Battista negli studi di Porta a Porta dice che Salvini dovrebbe rinunciare all’immunita’ e che alla fine il Movimento votera’ a favore dell’autorizzazione a procedere. “Allo stesso tempo – afferma – credo che il governo debba assumersi in modo formale questa responsabilita’”, ed anticipa di fatto la convocazione di quel tavolo di governo che si riunira’ in tarda serata. Condivide la linea il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano: “Siamo abituati a lavorare con coerenza; abbiamo sempre detto che l’autorizzazione ai giudici va data, la diamo sempre” detto questo, sottolinea, “credo che Conte e Di Maio debbano essere parte del processo per le scelte fatte sono collegiali”.

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Anche il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ricorda che le scelte sulla ‘Diciotti’ sono state prese da lui e da Salvini “insieme al presidente del Consiglio e tutto il governo”. “Se processano Salvini – rilancia – devono processare anche me e tutto l’esecutivo”. Tranchant il senatore M5s Nicola Morra che twitta: “Male non fare, paura non avere”. Nessun riferimento esplicito al caso Salvini, ma il nesso appare evidente. Domani la Giunta per le immunita’ del Senato iniziera’ alle 11 l’istruttoria sulla richiesta di procedere in giudizio nei confronti del leader della Lega inviata mercoledi’ scorso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania. L’appuntamento e’ al complesso di Sant’Ivo alla Sapienza. I lavori si apriranno con la relazione del presidente della Giunta, Maurizio Gasparri. I senatori hanno a disposizione meno di un mese per esaminare gli atti inviati dai magistrati siciliani che accusano il ministro dell’Interno di sequestro di persona e per decidere se accogliere o respingere la domanda. Salvini potra’ decidere se presentarsi davanti ai colleghi, se consegnare una memoria o ancora se dare mandato a un avvocato di rappresentarlo. Entro il 22 febbraio i 23 senatori dell’organismo dovranno pronunciarsi. L’Aula si dovra’ esprimere invece entro il 24 marzo.

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