Conte rassicura l’Europa, ma Salvini e Di Maio attaccano Bruxelles

Conte rassicura l’Europa, ma Salvini e Di Maio attaccano Bruxelles
Giuseppe Conte
5 giugno 2019

“L’Italia rispetterà i dettami del Patto di Stabilità e Crescita”, scrivono Giuseppe Conte e Giovanni Tria; nessuna manovra correttiva e nessun aumento delle tasse, dicono Matteo Salvini e Luigi Di Maio. E’ la sintesi di come il governo italiano ha accolto l’avvio, da parte della Commissione europea, dell’iter per la procedura di infrazione. Da un lato ci sono il premier e il ministro dell’Economia che assicurano la volontà di “dialogo” con l’Ue, dall’altra i vicepremier, ancora ‘separati in casa’ ma uniti nel dare una risposta dura a Bruxelles.

Il presidente del Consiglio è ad Hanoi, in Vietnam, quando arriva la (prevista) cattiva notizia dalla Commissione. Conte assicura che farà “il massimo sforzo fino all’ultimo per scongiurare una procedura che ovviamente non fa bene al Paese”, ricordando che c’è l’impegno dell’esecutivo a “cambiare le regole europee”, ma che “attualmente vengono applicate le regole esistenti e vigenti”. Che dunque vanno rispettate. La stessa cosa che la Presidenza del Consiglio scrive, nel pomeriggio, in una lunga nota, concertata insieme a Tria, in cui si assicura in primo luogo che “il Governo intende continuare a dialogare con la Commissione” per arrivare a “un accordo circa le modalità con cui gli obiettivi per l`anno in corso verranno conseguiti e un sentiero di discesa del deficit coerente con gli impegni già assunti da Governo e Parlamento italiani”.

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Numeri alla mano, per il governo, “l`indebitamento netto (deficit) della Pubblica amministrazione nel 2019 sarà sensibilmente inferiore alla previsione della Commissione, la quale pone il deficit di quest`anno al 2,5 per cento del Pil, contro il 2,4 previsto dal Governo nel Def”. Secondo l’esecutivo al momento si evidenziano “maggiori entrate tributarie e contributive per 0,17 punti percentuali di Pil e maggiori entrate non tributarie (utili e dividendi) per ulteriori 0,13 punti” con “maggiori spese e risorse necessarie per il bilancio di assestamento pari a 0,12 punti di Pil”. Questo comporterebbe un “beneficio netto per il bilancio” di “circa 0,2 punti percentuali e condurrebbe la stima di deficit al 2,2 per cento del Pil”. E “tenendo conto delle previsioni economiche e delle stime di output gap della Commissione, un deficit del 2,2 per cento del Pil produrrebbe un miglioramento di 0,1 punti del saldo strutturale nel 2019”. In sostanza, per Palazzo Chigi, la situazione è meno drammatica di quella descritta da Bruxelles, anche perché sono previste “iniziative che saranno intraprese per assicurare la conformità al Patto di Stabilità e Crescita”.

Parole che fanno suonare un campanello d’allarme ai vertici di Lega e M5s, che temono una sforbiciata sullo stato sociale e la possibilità che sfumi la riduzione delle tasse. Del resto Tria lo spiega piuttosto chiaramente: misure come il reddito di cittadinanza e quota 100 “non verranno toccate” ma rispetto alle previsioni iniziali “ci saranno dei risparmi sostanziali”. Che però, è il non detto, non potranno essere usati per misure espansive. Per questo sia Di Maio che Salvini attaccano a testa bassa l’Ue. “Quota 100 non si tocca e, sia chiaro, le pensioni degli italiani non si toccano!”, avverte Di Maio che poi accusa: “Sono anni che diamo senza ricevere, o che riceviamo meno di quanto ci spetterebbe, anni che siamo totalmente ignorati sulla questione migranti, ad esempio. Ci lasciano tutto il peso e, come se non bastasse, poi ci fanno pure la morale. Così non va bene, così è troppo facile”. Dunque “andremo in Europa e ci metteremo seduti al tavolo con responsabilità, non per distruggere, ma per costruire. Però è molto seccante che ogni giorno si trovi un motivo diverso per parlare male dell’Italia e di questo governo!”

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Anche da Salvini arriva un secco stop all’eventuale richiesta di una manovra correttiva. “Ma figurati! Aumentare le tasse ora è l’ultima cosa che qualsiasi persona intelligente e normodotata farebbe”, sbotta durante la registrazione di ‘Otto e mezzo’ su La7. Concetto ripreso nel corso di alcuni comizi in Umbria, dove oggi è andato per sostenere i candidati sindaci ai ballottaggi. “L’Europa ci chiede di aumentare le tasse e ripristinare la Fornero? Mai. Non lo farò mai. Se una regola dopo 15 anni si rivela sbagliata, se una medicina non funziona e sto peggio, avrò diritto a prendere un’altra medicina? Se mio figlio ha fame e mi dice dammi da mangiare, se le regole Ue mi dicono di non dargli da mangiare, io rispetto le regole o gli do da mangiare? Per alcuni devo rispettare le regole, io do da mangiare a mio figlio. E i miei figli sono 60 milioni di italiani”.

Conte ai due vicepremier ha chiesto carta bianca nella trattativa con l’Ue. Ottenendola ma ‘condizionata’, almeno nell’idea di Salvini: “Conte assolutamente ha totale fiducia. Ovviamente il voto dei cittadini italiani ed europei chiede un cambio di marcia”, ha avvisato il titolare del Viminale. Domani Salvini e Di Maio potrebbero tornare a parlarsi di persona, per la prima volta dopo la ‘guerra’ della campagna elettorale. Poi ci sarà l’incontro a tre con Conte, che se vorrà andare avanti con il governo dovrà trovare una linea comune. Sull’Ue e su molti altri temi.

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