Il contrappasso di Di Maio, il pentastellato messo alla gogna via streaming

Il contrappasso di Di Maio, il pentastellato messo alla gogna via streaming
Luigi Di Maio
28 aprile 2019

È cresciuto a pane e streaming, ma ora rischia di rimanere intrappolato dalla stessa Rete che l’ha consacrato. D’altronde, se è vero come è vero che le bugie hanno le gambe corte, per Luigi Di Maio, il tempo rischia di diventare un grande nemico. E l’incontro tra il vice premier pentastellato e i cittadini di Taranto sull’annosa questione dell’Ilva, ne è una palese testimonianza. Momenti di confronti, ma soprattutto di scontro, immortalati in un paio di video divenuti virali. Uno è relativo all’intervento del professore Alessandro Marescotti, esperto di inquinamento e presidente dell’associazione ambientalista Peacelink, che con carte alla mano, ha contestato in diretta streaming le dichiarazioni risalenti all’8 settembre scorso di Di Maio, secondo cui sugli impianti dell’Ilva di Taranto erano già state predisposte le tecnologie in grado, in cinque mesi, di ridurre le emissioni nocive del 20 per cento. “Ho controllato i dati delle centraline Arpa e Ispra: l’inquinamento è aumentato”, ha tuonato l’esperto, gelando il capo politico pentastellato in una gremita sala della prefettura.

“Vorrei dire al ministro che, per una prossima volta, riflettesse quando annuncia che una cosa è sicura, perché tutto questo diventa pubblicità ingannevole”. Il video dell’intervento di Marescotti è rimbalzato sui social, dove chi lo ha rilanciato ha sottolineato la “falsa propaganda” del vicepresidente del Consiglio. A Taranto, Di Maio ha incassato come un pugile messo all’angolo. E dire che il ministro dello Sviluppo economico si era recato mercoledì nella città pugliese, alla vigilia delle Europee e di vari appuntamenti per le amministrative, per tentare di recuperare quella credibilità politica già persa dopo pochi mesi dalla vittoria delle Politiche per non aver mantenuto le promesse elettorali fatte proprio sul tanto contestato stabilimento di Taranto.

Certo, era consapevole che avrebbe trovato tuoni e lampi. Non a caso Di Maio era arrivato nel capoluogo pugliese con una corazzata formata da ben quattro ministri: Barbara Lezzi, Sergio Costa, Giulia Grillo e Alberto Bonisoli. “Ho voluto fortemente essere presente all’incontro proprio per dire questo, che la loro (5 stelle, ndr) credibilità a Taranto è finita, non esiste – ha sbottato l’attore Michele Riondino, capo di un movimento cittadino, presente tra gli altri al tavolo prefettizio -. Perché non si può aspettare 14 mesi per vederseli ripiombare così un giorno, a meno di un mese dalle altre elezioni”. “Abbiamo contribuito a quasi il 50 per cento di voti ma non li vedrete più queste preferenze”, ha detto il popolare attore via streaming a Di Maio.

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Una sorta di contrappasso in risposta alle famose immagini trasmesse dai cellulari pentastellati nel 2013 e che hanno fotografato la figuraccia di Luigi Bersani oramai passata alla storia. Ma il colpo letale, per Di Maio, arriva con l’intervento dell’ex consigliere pentastellato di Taranto, Massimo Battista. Un vero e proprio faccia a faccia, con il leader del M5s, a cui ha sferrato un colpo dopo l’altro. “Vedrete quello che accadrà alle prossime elezioni europee, perché la gente vi punirà sempre politicamente”, ha attaccato Battista. “Tu (Di Maio, ndr) ora andrai a fare la visita, di nuovo, ai parchi minerali. Ma fatti una visita alle batterie 7 e 8, acciaieria 1 e 2, alto forno numero 2 dove è morto un lavoratore e si marcia per decreto. Cioè, si marcia a facoltà d’uso grazie a quei decreti. Vai a fare le passerelle, caro ministro?”. Poi tutta la rabbia per le promesse mancate. “Sono rimasto molto deluso dal Movimento 5 Stelle – ha continuato l’ex consigliere pentastellato rivolgendosi anche alla ministra per il Sud, Lezzi – Cara Barbara, sei venuta davanti alla fabbrica, sei venuta a distribuire tu con me i volantini e si parlava di chiusura. Parlavamo di chiusura, non dite le bugie perché la gente non vi crede più”. E Di Maio fermo a fissare il tavolo, così come accaduto durante le parole del professore e di tanti altri rappresentanti di movimenti civici. È lo streaming bellezza!

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